Page 371 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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INTERROGATIVI  E  PREGIUDIZI
                      SULLE  SORPRESE NAVALI  ITALIANE
                                 REVISIONE STORICA

                                                                ALBERTO  SANTONI



       Lineamenti generali

          Come è fin  troppo noto, i pregiudizi sono duri a morire, soprattutto quando
       hanno all'origine il  tarlo politico o ideologico,  ovvero l'ottenebrante subordina-
       zione del proprio cervello e della propria coscienza alle direttive di partiti o di fa-
       zioni, che quindi non può che produrre, anche etimologicamente, argomentazioni
       "partigiane" e "faziose".  Per ovviare a storture del genere, che tra l'altro alimen-
       tano la sindrome della persecuzione e del complotto, occorrerebbe poter contare
       su  un auditorio disposto ad ammettere che non tutti i nostri insuccessi sono col-
       pa dell'arbitro, del terreno pesante, del terreno troppo asciutto, della neve fresca,
       della neve ghiacciata, del vento troppo forte o del vento troppo debole e che l'av-
       versario potrebbe invece  aver  avuto la  meglio  perché è  stato semplicemente più
       bravo, senza che tale ammissione venga vissuta come un tradimento al  "partito"
       o equiparata ad un riconoscimento di  disonestà del  proprio coniuge.
           Purtroppo gli  interlocutori  dotati  di  autonomo spirito critico  costituiscono
       una minoranza,  poiché ai  più  piace  specchiarsi  con lo  stesso  vezzo  della strega
       di  Biancaneve e quindi sentirsi raccontare ciò che è più soddisfacente e non ciò
       che è reale, anche e soprattutto quando si può disporre di una democratica mac-
       china informativa in grado di produrre su uno stesso avvenimento tante "verità"
       quanti sono i canali televisivi.
           L'attività rievocativa della seconda guerra mondiale è stata ed è intrisa da pa-
       ri  condizionamenti. Abbiamo  ad esempio assistito e assistiamo a vere  e proprie
       acrobazie dialettiche,  per lo  più formulate  da improvvisati cultori della materia
       che,  nel  tentativo  di  sollevare  l'orgoglio  nazionale,  oggidì  tanto  invocato,  fini-
       scono  per  confondere  la  storia con  l'acritico tifo  calcistico.  Sono  conseguente-
       mente  nati  e  proliferati  una serie  di  alibi  ad effetto,  che  nel  campo  operativo
       terrestre  hanno  ad  esempio  indicato  come  principali  se  non  unici  responsabili
       delle sconfitte il nostro fucile '91, le fasce mollettiere, le scarpe di cartone, la pe-
       nuria di armi automatiche individuali e i carri armati di latta, tutte presunte man-
       chevolezze materiali che critici più attenti e consapevoli avrebbero potuto riscontrare,
       guarda caso,  anche nell'Esercito giapponese, che ciononostante ebbe un ben di-
       verso  rendimento in guerra.  Come se  non bastasse, tutto ciò  è stato inserito in
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