Page 372 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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un'atmosfera di "caccia alle streghe", mirante ad individuare il presunto assassi-
no delle nostre frustrate voglie imperiali, con un accanimento poliziesco che
avrebbe fatto impallidire il leggendario Sherlock Holmes.
Nel settore navale due sono stati i "cavalli di battaglia" costantemente utiliz-
zati da siffatti cronisti per giustificare le delusioni della Regia Marina in guerra e
soprattutto per presumere di spiegare sconfitte che apparivano' frutto di veri e
propri agguati nemici. Secondo tale metodo sbrigativo i "responsabili" degli even-
ti sfavorevoli sono stati identificati nei vili traditori e nei radar avversari, con que-
sti ultimi che naturalmente sarebbero piovuti dal cielo sulle teste americane e
britanniche grazie ad un immeritato bacio della dea bendata.
Le accuse di tradimento
La sindrome di Giuda si è sviluppata soprattutto in Europa e segnatamen-
te nei Paesi cattolici e latini e ha condotto alla già accennata difficoltà ad am-
mettere, con un'inquietante frequenza, che in questa o quell'attività è possibile
imbatterci in un antagonista più bravo o più forte di noi, senza necessaria-
mente che egli sia stato "raccomandato", oppure aiutato dall'arbitro o dagli
dei dell'Olimpo.
Di conseguenza l'inganno e il sotterfugio sono stati considerati elementi
fondamentali nelle fortune umane ed hanno goduto di grande popolarità nel
vecchio continente, dove, sulla scorta della cultura rinascimentale, si è giunti ad
esaltare coloro che con destrezza riuscivano a corrompere i rispettivi antagoni-
sti, sfruttando la vanità e la lussuria umana o le meno frivole convinzioni ideo-
logiche. Forse proprio a causa di siffatto retaggio culturale siamo diventati tutti
un pò troppo sospettosi e, come se ci trovassimo in un perpetuo romanzo gial-
lo, non accettiamo mai che l'assassino sia colui ancora ritto presso il cadavere
e con la pistola fumante in mano, perché ciò sarebbe troppo facile e come tale
offensivo per la nostra "intelligenza". Questa sindrome ha ora un nome, che poi
è un neologismo: dietrologia.
In base alle suddette caratteristiche culturali, dovremmo quindi ritenere per-
fino naturale il fatto che in Italia ci siano state spie e delatori al servizio del ne-
mico o per bieco interesse, o per odio al regime dominante. La scoraggiante legge
dei sospetti ha però generalizzato il tutto ed ha plasmato nel nostro Paese una
consistente corrente di pensiero e un semplicistico filone storiografico secondo
cui l'Italia fascista avrebbe vinto la guerra, magari dopo un trionfale sbarco sulle
rive del Tamigi, se non ci fossero stati a Roma alti ufficiali, brutti e cattivi, che
quotidianamente ed impunemente comunicavano agli inglesi i piani operativi e
perfino i movimenti in tempo reale delle nostre singole unità.

