Page 377 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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INTERROGATIVI E PREGIUDIZI SULLE SORPRESE NAVALI ITALIANE. REVISIONE STORICA 359
nell'eventualità di dover reimpiegare l'UlTRA in un nuovo confronto bellico du-
rante i difficili anni della guerra fredda, prima che entrassero in funzione sistemi
di ascolto ancor più sofisticati, come Echelon (9).
Per illustrare invece le origini e la funzionalità di ULTRA è necessario risalire
al 1914, quando all'interno dell'Ammiragliato di Londra, e precisamente nella
Stanza 40, venne istituito un centro di decodificazione dei messaggi cifrati della
Marina e del Ministero degli Esteri della Germania imperiale. Questo organismo
si avvalse anche del lavoro di esperti matematici e riuscì a decrittare durante il
primo conflitto mondiale oltre 20.000 dispacci in codice tedeschi, tra cui il fa-
mosissimo telegramma Zimmermann, la cui interpretazione fu poi la causa prin-
cipale dell'intervento in guerra degli Stati Uniti nell'aprile 1917 (lO).
È altresì interessante notare che nel maggio di quello stesso anno la "Stanza
40" distaccò a Taranto un suo speciale reparto crittografi guidato dall'abile co-
mandante Nigel de Grey, recente artefice della messa in chiaro proprio del tele-
gramma Zimmermann. Sorprendentemente però la Regia Marina italiana, a beneficio
della quale gli inglesi svolsero tale importante e segretissimo lavoro informativo
per la durata di quasi diciotto mesi, sembrò aver dimenticato le peculiari capacità
crittografiche britanniche nel momento in cui, ventitrè anni dopo, dovette con-
frontarsi con la Royal Navy nel Mediterraneo.
Il Regno Unito, al contrario, fece tesoro di tale esperienza e nel 1919 am-
pliò la "Stanza 40" nella cosiddetta "Government Code and Cipher School"
(G.c.& C.S.), che conglobò i servizi crittografici di tutte e tre le Forze Armate
di Sua Maestà e che, all'inizio della seconda guerra mondiale, venne trasferita
da Londra a Bletchley Park, in una residenza di campagna ad un centinaio di
chilometri a nord-ovest della capitale (II).
(9) Ricordiamo al proposito che il Regno Unito riuscì nuovamente a sfruttare la sua tra-
dizionale predisposizione alla guerra dei codici durante il conflitto delle Falkland-Malvine del
1982, allorquando la centrale crittografica britannica non era più a Bletchley Park, ma a Chel-
tenham. Cfr. A. Santoni, Da Lissa alle Falklal/d, Milano, Mursia, 1987, p. 354-389 e soprat-
tutto le p. 364-365 e 382-383. A proposito invece delle norme archivistiche inglesi sulla
conservazione e consultabilità dei documenti pubblici cfr. A. Santoni, Il Public Record Office
di Londra, relazione presentata al Congresso sulle "fonti per la storia militare italiana con-
temporanea", Roma 16-17 dicembre 1988. Atti pubblicati dal Ministero dei Beni Culturali e
Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni archivistici, Roma, 1993, p. 200-208.
(10) Per sapernc di più vds. A. Santoni, Il primo Ultra Secret: l'influenza delle decrittazioni
britanniche sulle o!ierazioni navali della guerra 1914-/918, Milano, Mursia, 1985.
(11) P.R.O., fondo ADM 1, cartella 8637/55: FormatiOlI of the Code and Cif!her School
and its subseq/lel/t housing.

