Page 380 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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            radiocomunicazioni in cifra, con particolare riguardo a quelle della Regia Marina,
            che i servizi segreti britannici consideravano da tempo l'avversaria decisamente più
            agguerrita nello scacchiere mediterraneo  (16).
                Meno meritevole  di  attenzione fu  invece  ritenuto a Bletchley Park il  traffico
            radio cifrato delle altre due Forze Armate dell'Italia fascista,  soprattutto dopo le
            non brillanti prove da esse  fornite in Grecia,  in  Libia e sui  cieli  maltesi.  In  parti-
            colare i crittografi della RAF,  pur dopo aver penetrato alcuni codici operativi del-
            la  Regia  Aeronautica,  dirottarono  nella  primavera  del  1941  le  proprie  risorse
            interpretative contro le comunicazioni cifrate del  più minaccioso  X  Fliegerkorps
            tedesco, nel frattempo entrato nel  Mediterraneo (17).
                Di  contro, la  sezione navale di  Bletchley Park non interruppe mai l'analisi del-
            le  trasmissioni  radio della Marina italiana, riuscendo fin  dall'inizio ad interpretare
            i codici manuali SM 57S, INS e SM 83S dei sommergibili, comprese le rispettive ta-
            vole  di  "sovracifratura",  nonché  alcuni  codici  usati  allora largamente  dalla  nostra
            flotta di superficie.  Ciò accadde, ad esempio, nel corso della battaglia di  punta Sti-
            lo  del  9 luglio  1940, occasione in  cui  invece,  per ironia della  sorte,  un'ignara sto-
            riografia italiana ha solitamente esaltato alcune nostre parziali decrittazioni di messaggi
            britannici, che invece risultarono sconclusionate e perfino controproducenti (18).
                Nello stesso tempo il  nemico sfruttò la  cattura di  importanti documenti a bor-
            do di  alcuni  sommergibili  italiani, il  primo dei  quali fu  il  Galilei,  che  il  19 giugno
            1940 cadde intatto in mano degli inglesi dopo un combattimento nel mar Rosso. In
            particolare il  nemico recuperò su  tale battello gli  ordini operativi assegnati  ad altri
            quattro nostri  sommergibili  della  zona,  di  cui  due,  il  Torricelli  ed il  Galvani,  ven-
            nero poi sorpresi ed affondati rispettivamente il  23  e il  24 giugno successivi (19).



                (16)  Su  tali  convincimenti  inglesi  cfr.  A.  Santoni,  "Le  valutazioni  britanniche  d'anteguerra
            sulle capacità militari dell'Italia e considerazioni postbelliche", in Bollettino d'Archivio dell'Ufficio
            Storico della Marina Militare, giugno  1999.
                (17)  P.R.O.,  fondo  HW 11, cartella  12:  The ltalian Air Force  1940-1943.  Per  il  notevole
            sostegno  militare  tedesco alle  Forze Armate  italiane,  iniziato nel  dicembre 1940, vds.  A.  Santo-
            ni - F. Mattesini, La lJartecipazione tedesca alla guerra aeronavale nel Mediterraneo (1940-1943),
            Roma,  Dell'Ateneo &  Bizzarri,  1980.
                (18)  P.R. O., fondo ADM 223, cartella 89:  RefJort of Mediterranean  Operational Intelli-
            gence  Centre,  appendice  3,  cartella  121:  Battle  of Calabria:  action  by Mediterranean  Fleet
            against  Italian  Fleet  in  the Gulf of Taranto,  9 July  1940 e cartella 510:  Italian  submarines.
             Per  il  controproducente  effetto  delle  parziali  e confuse  decrittazioni  italiane  in  occasione  di
            tale  scontro navale cfr.  F.  Mattesini, La battaglia di Punta  Stilo,  Roma,  Ufficio  Storico della
            Marina Militare,  1990, p.  21-23, 36-37, 47-54,62 e  120-121.
                (19)  P.R.O.,  fondo ADM 199, cartella  136: East Indies  Station: attacks on Italian  U-boats,
             refJorts e fondo ADM 223, cartella 488:  NID volumes.  ltaly  1935-1945. Cfr. anche A.U.S.M.M.,
             fondo  Sommergibili, cartella Galilei  e fondo  Commissioni di Inchiesta  Speciali,  cartella c.I.S. 61,
             da cui è altresì possibile rilevare quanto poco abbiano inciso sulla cattura del Galilei le famose esa-
             lazioni di  cloruro di  metile, tanto pubblicizzate invece  da una certa storiografia giustificazionista.
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