Page 378 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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Nel frattempo, e precisamente già dagli anni Venti, i metodi di codificazione
avevano compiuto un grande passo in avanti, grazie all'invenzione di macchine
cifranti molto pratiche e veloci nell'anagrammare i testi e ritenute universalmen-
te impenetrabili, anche in caso di una loro cattura da parte del nemico. Le più
usate erano le Enigma tedesche e le Hagelin svedesi, ambedue aventi l'aspetto di
macchine da scrivere racchiuse in valigette ed impiegate inizialmente da imprese
civili per combattere il dilagante fenomeno dello spionaggio industriale. Solo ne-
gli anni Trenta queste macchine, rimaste in libera vendita sul mercato, comincia-
rono ad essere acquistate o almeno valutate dagli Stati Maggiori di molte Nazioni
che poi combatterono il secondo conflitto mondiale su fronti opposti, come la
Germania, la Polonia, l'Italia, la Francia, il Giappone e gli Stati Uniti. In partico-
lare, durante la guerra civile spagnola del 1936-1939, la Marina italiana prese in
prestito dalla Germania sette Enigma, il cui soddisfacente rendimento portò poi
al diretto acquisto di alcuni esemplari, unita mente ad un maggiore numero di Ha-
gelin C.38 che, senz'altro più semplici ed economiche, furono ritenute perfino
migliori da qualche responsabile del Ministero (12).
La caratteristica più significativa di dette macchine era la loro capacità di pro-
durre infinite combinazioni cifranti (che sui primi modelli delle Enigma erano pari
a 5,2 x 10 all'87 a potenza), ciò che faceva ritenere impossibile una tempestiva in-
terpretazione dei radiomessaggi da esse prodotti ed eventualmente intercettati dal
nemico in ascolto, considerando almeno i mezzi tecnologici allora conosciuti (13).
Inoltre su queste macchine era facilissimo variare istantaneamente le cosiddette
"chiavi cifranti", cioè il loro modus operandi. Ciò avveniva sia spostando ma-
nualmente la posizione di partenza del primo di tre o più rotori alfabetici, mec-
canicamente collegati tra loro e perfino sostituibili, sia diversificando l'intensità
elettrica che faceva muovere i rotori stessi per mezzo di differenti allacciamenti a
spina presenti sul frontale delle Enigma.
In tal modo ogni Comando militare era in grado di adottare una propria tem-
poranea "chiave cifrante", che non solo poteva essere agevolmente e frequente-
mente variata grazie alle suddette manovre manuali, ma che era anche diversa
dalle "chiavi cifranti" usate in quel momento da altri Comandi della stessa For-
za Armata. Di conseguenza l'eventuale cattura di una siffatta macchina e delle
sue temporanee "chiavi cifranti", avrebbe consentito al nemico di interpretare al
(12) F. Bargoni, L'impegno navale italiano durante la guerra civile spagnola (1936-1939),
Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1992, p. 272-275.
(13) Un'approfondita descrizione delle Enigma è compresa, tra l'altro, nel libro di F.H.
Hinsley - A. Stripp, Codebreakers. The inside story or Bletchley Park, Oxford, University Press,
1994, p. 83-88.

