Page 384 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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            soprattutto il  suo carico di  250 prigionieri britannici erano stati segnalati da  UL-
            TRA. Ancora più significativo fu  di lì a poco il  comportamento inglese in occasio-
            ne  del  viaggio  da  Tripoli  a  Palermo  dei  piroscafi  italiani Ariosto  e Atlas,  che
            avevano a bordo rispettivamente 150 e 300 prigionieri di guerra del Commonwealth,
            come rilevato correttamente dai decrittatori di Bletchley Park il mattino del 14 feb-
            braio  1942.  Ciononostante,  questi  due  mercantili  furono  ripetutamente attaécati
            dal cielo per tutto il giorno 14 e alle ore 22.00 l'Ariosto venne affondato dal som-
            mergibile P.38,  trascinando negli abissi  135  prigionieri di  guerra britannici (27).
               Se  nel  caso  dell'Ariosto  può sussistere il  dubbio di  un  tardivo intervento ini-
            bitorio dei  comandi inglesi  nei confronti dei  propri mezzi  offensivi  che si  accin-
            gevano  all'attacco,  poche incertezze suscita  invece  la  sorte del  piroscafo Loreto,
            salpato da Tripoli il  9 ottobre  1942 per rientrare in  Italia e avente a bordo circa
            350 prigionieri  indiani.  Lo  stesso  giorno infatti  l'ULTRA  segnalò:  "Il Loreto  la-
            scerà Tripoli alle  ore 09.00 del giorno 9, velocità 7 nodi, e dovrà arrivare a Na-
            poli alle 07.30 del 13. Trasporterà 350 prigionieri di guerra" (28). Il giorno seguente
            poi Bletchley Park precisò l'esatto orario di  partenza del  piroscafo e 1'11  ottobre
            replicò l'informazione circa la  natura e la  consistenza del  suo carico umano.  Per-
            tanto, prima che il Loreto fosse mandato a fondo dal sommergibile Unruffled (P. 46)
            insieme  a un  centinaio  di  prigionieri  alle  ore  17.32 del  13  ottobre, intercorsero
            ben quattro giorni, cioè un periodo di  preavviso più che sufficiente per impedire
            che il  mercantile potesse divenire il bersaglio anche di un attacco occasionale.
               L'ultimo  episodio  di  tale  genere  riguardò  il  piroscafo  Sci/lin,  che  il  13  no-
            vembre 1942 lasciò Tripoli diretto a Trapani senza scorta e con a bordo 930 mi-
            litari,  di  cui  830 prigionieri  di  guerra britannici,  come segnalato dall'ULTRA lo
            stesso  mattino.  Ciononostante,  nella  sera  del  14  novembre,  questo  mercantile
            venne attaccato dal sommergibile Sahib (P.212)  prima con colpi di cannone e poi
            con un siluro e andò a fondo alle 20.05 insieme a 79 soldati italiani e a ben 806
            prigionieri di guerra (29).
               Grazie  all'adozione  di  siffatte  misure  di  copertura,  perfino  ciniche,  l'ULTRA
            mantenne il  suo anonimato per molti anni, anche dopo la fine  della guerra,  con-
            sentendo il  proliferare in Italia delle note e malevoli interpretazioni di episodi so-
            spetti, mentre da noi non furono mai  presi sul serio i pur rari, ma concreti dubbi
            sulla sicurezza delle trasmissioni radio, sollevati in guerra da qualche combattente



                (27)  P.R. O., fondo ADM 223, cartella 31  cit., dispacci  ULTRA dell'Operational Intelligence
            Centre dell'Ammiragliato dal 7 al  15  febbraio  1942.
                (28)  Ibidem,  dispaccio ULTRA del  9 ottobre 1942.
                (29)  P.R.O.,  fondo  ADM  223, cartella  46:  Axis shiPIJing situation,  resoconto  del  20
            novembre  1942:  ltaliall ships  with P.O. W.  aboard.
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