Page 386 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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               A questo proposito appare indispensabile ricordare che, a differenza di  quan-
            to è  stato lungamente e  scorrettamente divulgato,  la  Germania  mise  al  corrente
            l'alleata  Italia  delle  proprie  realizzazioni  radiotelemetriche  già  nei  giorni  imme-
            diatamente successivi al  nostro intervento in guerra, come risulta dal rapporto sul-
            la  visita  ad  apposite  installazioni  radar  tedesche  compiuta  da  una  delegazione
            della Regia Marina tra il  14 e il 28  giugno  1940(32).
               Occorre  altresì  sottolineare  che  tutti  i  radar  di  superficie  imbarcati  nel  pe-
            riodo  1940-1943  (e  in  misura  minore  quelli  più  ingombranti  installati  a  terra)
            fornivano prestazioni limitate e spesso addirittura controproducenti, avendo una
            scarsa  portata e  una  ridotta  affidabilità  soprattutto  con  mare  agitato  e  sotto  le
            sensibili  sollecitazioni causate da velocità sostenute e  dalla  concussione delle  ar-
            tiglierie di  bordo. Nelle fasi  tattiche, pertanto, gli  inglesi giunsero a preferire an-
            che di notte gli apparati ottici, supportati dai vecchi artifizi illuminanti (i  bengala)
            e dai tradizionali proiettori, come fecero ad esempio a Matapan il  28  marzo 1941
            e  nella battaglia  dell'isola degli  Orsi  del  26  dicembre  1943, cioè  perfino  in  una
            fase  avanzata del  conflitto (33).
               Anche nella guerra del Pacifico, dove i radar di scoperta aerea furono di gran-
            dissima  utilità,  quelli  di  superficie  evidenziarono  numerosissime  deficienze,  che
            sono state parimenti trascurate da una storiografia italiana con vista sul cortile. È
            quindi il caso qui di  ricordare che nel  1942-1943 la Marina giapponese, sprovvi-
            sta  di  radar,  vinse  quasi  tutti  i  combattimenti  notturni  col  cannone  e  col  siluro
            contro navi americane di tutte le grandezze, super dotate di radiolocalizzatori (34).
               5em pre  nel  Pacifico,  inoltre,  i radar  di  superficie  americani  furono  i ridicoli
            protagonisti  di  una  delle  più  esilaranti  prestazioni  della  0.5.  Navy,  avvenuta



               (32)  A.U.S.M.M.,  archivio  X:  Marina germanica  iII  Italia,  busta 4, fascicolo  1/B.
               (33)  Per  la  fase  tattica  notturna  dell'agguato  britannico  presso  capo  Matapan,  che  in
            Italia  è  stata  lungamente  quanto  erroneamente  ritenuta  frutto  esclusivo  dei  radar  nemici,
            cfr.  il  recente  volume  di  F.  Mattesini,  L'operazione  Gaudo  e  lo  scontro  notturno di  Capo
            Matapan,  Roma,  Ufficio  Storico della Marina Militare,  1998, p.  227-240.  Invece sulla  bat-
            taglia  notturna  dell'isola  degli  Orsi  tra  una  formazione  pesante  inglese  (comprendente  la
            modernissima corazzata Dulw ofYork) e l'isolato incrociatore da battaglia tedesco Scharnhor-
            st,  cfr.  la  relazione  ufficiale  britannica  custodita  nel  P.R.O.,  fondo  ADM  199,  busta  914:
            Sinking  of Scharnhorst,  nonché  il  rapporto  dell'ammiraglio  Fraser  pubblicato  sul  supple-
            mento  alla  "London  Gazette" n.  38038  del  5  agosto  1947.  Su  queste  ultime  fonti  cfr.  an-
            che A.  Santoni, Guerra segreta sugli Oceani: l'ULTRA britannico e i corsari tedeschi, Milano,
            Mursia,  1984, p.  150-155.
               (34)  Per saperne di  più  vds.  A.  Santoni, Storia gel/erale  della guerra  in Asia e nel  Pacifico
            (1937-1945),3  volumi,  Modena Stem  Mucchi,  1977,  1978  e  1979;  ristampa  a  cura  della
            Libreria  del  Lungarno,  Pisa,  1994, passim.
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