Page 387 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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INTERROGATIVI E PREGIUDIZI SULLE SORPRESE NAVALI ITALIANE. REVISIONE STORICA 369
durante la riconquista delle isole di Kiska e Attu nell'arcipelago settentrionale
delle Aleutine. Qui infatti, nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1943, quando in Ita-
lia era appena caduto il fascismo, due corazzate e tre incrociatori pesanti statu-
nitensi aprirono il fuoco contro una p'resuma formazione navale giapponese
"avvistata" dai loro magici radar, la "colpirono" sempre secondo i dati degli stes-
si "miracolosi" apparati e ne rilevarono perfino l"'affondamento". Soltanto qual-
che tempo dopo questa penosa esibizione, gli americani capirono di aver sparato
contro le montagne dell'isola di Amchitka, che i magici radar avevano lunga-
mente scambiato per una colonna di navi e che poi avevano addirittura "visto"
affondare: insuperato e insuperabile esempio di virtù tecnologiche(35 l!
Quanto detto dovrebbe insegnare due cose: che non si può discutere di storia
animati da intenti unicamente consolatori e sfacciatamente condominiali e che i
successi in guerra derivano non tanto da un calcolo algebrico tra le deficienze tec-
niche e i vantaggi strumentali e atmosferici, ma piuttosto dall'adozione di idonee
dottrine belliche e dalla capacità degli uomini chiamati ad eseguirle sul campo.
(35) Questo risibile episodio è anche riferito, non senza imbarazzo, dalla corposa storia
,ufficiale della Marina americana: cfr. S.E. Morison, History of U.S. /lavai operatiol1s in world
war II, voI. VII: Aleutialls, Gilberts and Marshalls, Boston, Little Brown, 1955, p. 60-61. Sul
medesimo argomento cfr. anche la pill recente relazione ufficiale del Department of the Navy,
Naval Historical Center, The Aleutians campaign, Washington D.C., 1993, p. 120-121.

