Page 385 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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INTERROGATIVI  E PREGIUDIZI  SULLE SORPRESE  NAVALI  ITALIANE.  REVISIONE  STORICA   367

        dell'Asse.  Il  più illustre  tra costoro fu  il  generale  Bastico,  che il  18  agosto  1941,
        cioè dopo quasi  un  anno dall'allora sconosciuto  intervento di  ULTRA  nel  Medi-
        terraneo,  espresse  qualche  perplessità  sull'effettiva  inviolabilità  delle  nostre  co-
        municazioni in cifra. Tali legittimi sospetti produssero però nelle gerarchie militari
        fasciste  soltanto  qualche  innocua  nota  circolare  sul  corretto  uso  delle  misure  di
        sicurezza,  come  quella  diramata  dal  Comando Supremo  il  31  agosto  successivo
        con il  protocollo n.  30473  op. (30).



        Il radar

            Come  abbiamo  accennato all'inizio  di  questa  relazione, accanto ai  calunnia-
        tori  di  professione  sono  proliferati  in  Italia  numerosi  sognatori  secondo  i  quali
        una guerra liberamente voluta e dichiarata non si  può combattere diligentemente
        se  non in  presenza di  tempo sereno, clima mite,  mare calmo, sole  caldo,  ma  non
        troppo  e  se  non si  possiedono  tutti  i vantaggi  materiali,  compreso  magari  l'ap-
        poggio  di  Mandrake e  il  raggio  della  morte.  Secondo tali  convincimenti costoro
        hanno quindi identificato preferibilmente nel  ritardato impiego dei radar (da noi
        chiamati Ra.Ri.)  la  causa di  tutti i nostri insuccessi  navali  perfino diurni.
            Come è  noto,  la  Regia  Marina italiana poté utilizzare  operativamente  i pri-
        mi radar nel 1942, a guerra cioè inoltrata; ma nel valutare questo indubbio svan-
        taggio operativo sono stati  storicamente ignorati,  consapevolmente o no,  alcuni
        parametri fondamentali.  Ad  esempio è  stato  a  lungo  omesso il  fatto  che  tale  ri-
        tardo tecnologico fu  dovuto soprattutto, seppur non esclusivamente, allo scarso
        entusiasmo  manifestato  originariamente  nei  confronti  dei  radar  dagli  stessi  or-
        gani  superiori  della  Regia  Marina,  che  portò  questi  ultimi  a  non  sostenere  con
        sufficienti finanziamenti i pur promettenti studi intrapresi in  materia dal profes-
        sor Ugo Tiberio, fin  dal  1936, presso l'Accademia Navale di Liv,orno. Come con-
        seguenza,  il  primo  radiotelemetro  utilizzato  in  azione  da  una  nostra  unità  -
        precisamente dal cacciatorpediniere Legionario  nella battaglia di Mezzo Giugno
        del  1942  - fu  un  apparecchio  "Dete"  tedesco,  che  anticipò  operativamente  i
        modelli  nazionali valutati in  mare fin  dal  1941 (31).



            (30)  Archivio  dell'Ufficio Storico della  Marina Militare  (A.U.S.M.M.),  fondo  Documen-
        ti dello  Stato  Maggiore  Generale,  anllo  1941, dispaccio  del  generale  Bastico  n.  01/12359 del
         18  agosto  1941  e  circolare  dci  Comando Supremo  n.  30473  op.  dci  31  agosto  1941.  Per  il
        testo completo dei  suddetti documenti cfr.  A.  Santoni, li vero  traditore:  il ruolo documentato
        di  ULTRA  nella guerra  del Mediterraneo,  cit.,  p.  109-110.
            (31)  Per saperne di  piìl  cfr.,  tra  l'altro, A.  Santoni, L'elettrotecnica e la  radiotelemetria
         nella  Regia  Marina  italiana,  in  "Rivista Marittima",  maggio  1994.
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