Page 355 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA  ITALIANA  E LO  SCOPPIO  DELLA  GUERRA           337


         Da un lato, gli "sbandamenti" sono stati almeno parzialmente corretti: lo stato d'ani-
         m? della popolazione, pur mantenendosi allarmato, è assai  meno teso e innervosi-
         to  rispetto  all'autunno  precedente.  Tra  l'altro,  alla  "normalizzazione"  ha  dato  un
         valido aiuto l'allontanamento dell'odiato Starace dalla segreteria del Partito (61). Ma
         è un successo parziale:  come ha scritto la Colarizi, "e odio per la Germania va cre-
         scendo insieme  alle  simpatie per la  Francia e l'Inghilterra",  e ciò va  contro il  ten-
         tativo del  neo ministro della propaganda di  seminare negli animi degli italiani una
         sempre più radicata anglofobia e francofobi a  (62).  La visita di von Ribbentrop a Ro-
         ma (lO marzo) e l'incontro di Mussolini con il Fiihrer sul Brennero (18  marzo) sca-
         tenano notevoli proteste, come ancora rileva la  Colarizi (63).  S.oprattutto, i tentativi
         di  "predisporre" gli  italiani  all'eventualità  del  coinvolgimento  nel  conflitto,  falli-
         scono; la  tendenza è sempre più  neutralista,  e la  notizia  fa  infuriare il  frustratissi-
         mo Mussolini:  "Hai mai visto un agnello diventare un lupo?", ha chiesto il duce al
         genero nel gennaio 1940. "La razza italiana è una razza di  pecore. Non bastano 18
         anni  per  trasformarla.  Ce  ne  vogliono centottanta o  forse  centottanta secoli" (64);
         "Il suo antagonista è questo popolo", commenterà Bottai dopo un colloquio (anzi,
         come dirà il  gerarca,  un  "soliloquio")  con il  duce:  "di cui vorrebbe riveder la  sto-
         ria,  per  rifarla  a suo  modo.  La  Chiesa l'ha rammollito,  svirilizzato,  gli  ha tolto il
         gusto del dominio effettivo, l'ha disarmato" (65).
            Le  notizie della fulminea  invasione tedesca della  Danimarca e del rapido, de-
         vastailte  "balzo"  sulla  Norvegia  vengono  accolte  dalla  popolazione italiana  con
         sconcerto,  e  segnano  l'inizio  di  una  rapida  inversione  di  tendenza.  La  maggio-
         ranza della popolazione osserva con apprensione l'andamento della campagna di
         Norvegia e ipotizza una rapida conclusione del conflitto prima di un possibile coin-
         volgimento italiano.  Per  quanto concerne la  posizione verso  i tedeschi,  essa  non
         è cambiata,  almeno dal  punto di  vista morale.  eattacco alla  Norvegia e alla pic-
         cola e indifesa  Danimarca suscita indignazione e condanna in quasi  tutti  gli  am-
         bienti (66).  Ciò che sta affermandosi è la  percezione però di una macchina bellica
         indistruttibile,  imbattibile,  inarrestabile.  eammirazione che  le  truppe  del  Terzo
         Reich suscitano in certi ambienti sottintende in  realtà timore.  Un agente della po-
         lizia politica di  Venezia coglié in pieno lo stato d'animo degli  italiani di  fronte ai



            (61)  "Entusiasmo  generale  per  la  caduta  di  Starace",  aveva  scritto  Ciano  il  31  ottobre
         (Galeazzo Ciano, cit.,  p.  363).
            (62)  Simona Colarizi, L'opinione degli  italiani ... , cit., p.  329.
             (63)  Ibidem,  p.  330.
            (64)  Galeazzo Ciano, cit.,  p.  391.
             (65)  Giuseppe Bottai, cit.,  p.  187.
             (66)  Simona Colarizi, L'otJ;'lione degli italiani ... ,  cit.,  p.  332.
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