Page 352 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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334 MARCO CUZZI
Questa tesi pare diffondersi nei circoli socialdemocratici bonomiani e nelle aree
dell'antifascismo moderato d'ispirazione liberale; ma altri liberali, quelli più vici-
ni alla corona, si trovano divisi tra l'antifascismo e il patriottismo. Al fianco di
queste posizioni si fa strada anche un pacifismo antifascista che fa leva sulle spe-
ranze neutra liste del popolo, presentando un efficace sillogismo del tipo fascismo
uguale guerra uguale distruzione e miseria(51). Si tratta sovente di iniziative auto-
nome, magari - come nel caso di un volantino intercettato dalla tenenza di Desio
(Milano) dei carabinieri - ad opera di ex combattenti d'Abissinia inorriditi dalla
guerra (52). Non va infine dimenticato il pacifismo, oltranzista, dei circoli cattolici
legati alla Chiesa e di molti parroci. In tutti, comunque, permane la certezza che
il fascismo è giunto alla sua ora decisiva e, probabilmente, fatale: per qualcuno,
addirittura, "dopo la guerra scoppierà la rivoluzione e Mussolini sarà m;ciso"(53).
È di nuovo Leto, sulla base dei rapporti dei suoi fiduciari, a riassumere lo stato
d'animo del Paese nel settembre 1939: e se da un lato commette un marchiano er-
rore, adottando una discutibile distinzione manichea tra neutralistiffilo-francesi/an-
tifascisti e interventisti/filo-tedeschiffascisti (ignorando le correnti anti-tedesche
all'interno del regime), non sbaglia a descrivere una popolazione nella stragrande
maggioranza ("come in tutte le guerre") contraria all'intervento e contemporanea-
mente, e questo è forse il dato più saliente, sempre più lontana dalle seduzioni fa-
sciste(54). Dinanzi a una siffatta situazione, Mussolini - già insoddisfatto della non
(51) Simona Colarizi, L'of)inione degli italiani ... , cit., p. 327-328.
(52) "Soldati italiani!", recitava il ciclostilato, "Sono appena passati vent'anni dalla guerra
mondiale ed ecco che molti paesi europei sono di nuovo in guerra ( ... ). Vi siete una sola volta chie-
sto a chi giova tutto questo? Non si può credere che si tratti di follia universale: chi ha preparato
e cominciato il conflitto sapeva bene a cosa tendeva e cosa desiderava e non ha agito inconside-
rata mente, come può fare un fanciullo. La verità è che nella guerra attuale sono in gioco immen-
si interessi materiali, ma questi non si identificano con quelli di coloro che spargono inutilmente
il loro sangue e forniscono la carne ai cannoni. Che giovamento può ritrarre il popolo tedesco,
che giovamento potrà ritrarre il popolo italiano da una guerra, anche se vittoriosa? ( ... ) Perché
dobbiamo come ciechi essere spinti al macello, perché non ci solleviamo e non gridiamo: 'Basta,
siamo stanchi di essere governati da una cricca di uomini che ripone il benessere della patria in
quello delle proprie tasche e solo di questo si cura, anche se è raggiunto col sacrificio e la miseria
di molti". Il volantino era stato stampato da un ex combattente in Africa orientale, iscritto al Pnf
("Soldati italiani!", ciclostilato allegato a Legione territoriale dei Carabinieri reali - Tenenza di De-
sio all'on.le Ministro dell'Interno e alt~i, n. 38/1 di prot.div.Ris.Pers., Desio, 14 dicembre 1939,
in: Acs, Ministero dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, cat. F. 1, Busta 91).
(53) Da una sentenza del Tribunale speciale contro due sorelle romane, riportata da: Paolo
Fattori, L'antifascismo non comunista dal 1925 al 1943, Calzoni editore, Mantova, 1986, p. 87.
Il tema è comunque presente anche in diverse relazioni dell'Ovra e della polizia politica.
(54) Guido Leto, cit., p. 210-211.

