Page 393 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA PROPAGANDA E LA REALTÀ DEL FRONTE INTERNO 375
Nella mente degli italiani fece la sua comparsa una insidiosa "angoscia laten-
te" da guerra, che divenne sempre più forte fino ad essere pervasiva negli anni
successivi, come ben si evince dalle trascrizioni delle conversazioni telefoniche in-
tercettate dall'orecchio attento del regime.
Nel 1941 (4) i bombardamenti si intensificarono e Napoli fu la prima ad esse-
re colpita il 9 gennaio. Il porto di Genova lo fu nel febbraio: un disastro che ra-
dicò negli italiani il senso atroce di un conflitto che stava distruggendo tutto
quello che era stato fatto dall'Unità in poi per ammodernare lo Stato, per ren-
derlo competitivo. Per tutto l'anno i bombardamenti colpirono le città italiane,
soprattutto quelle del sud.
Nel 1942-1943, gli attacchi dei bombardieri continuarono e aumentarono
con una violenza incredibile, su tutte le città italiane, sugli stabilimenti indu-
striali, facendo molte, troppe vittime civili. Ecco dunque che nei ricoveri, dove
correvano a tentare di ripararsi, gli italiani parlavano: la paura e la stanchezza
di una vita di guerra li faceva parlare ad alta voce. I ricoveri erano inadeguati
e fatiscenti: alcuni, pochi amori, nacquero in quei luoghi mentre avanzava la
depressione, la ribellione, il senso di una ingiusta sopraffazione. Si legge nelle
Relazioni sull'ordine pubblico nelle varie province e relazioni sullo sfJirito delle
truppe - 1943, conservate nell'Archivio Centrale dello Stato, nel carteggio ri-
servato del duce, Segreteria Particolare, un inizio di verità detta chiaramente,
ma volutamente non registrata da chi doveva porvi rimedio: la situazione era
troppo compromessa per poter fare altro che uscire da un conflitto. Ma l'al-
leato tedesco era un alleato ingombrante, possessivo e di carattere assai diffici-
le e "permaloso": sciogliersi da vincoli stretti con lui poteva costare, come fu,
molto sangue e molto dolore.
Il 1943 fu l'anno peggiore per i bombardamenti a tappeto su tutta la penisola.
Si aprì con quello assai pesante su Palermo nel gennaio e continuò non ri-
sparmiando nessuna città e nessuna regione. Napoli come negli anni precedenti
non fu risparmiata. Nel Canale di Sicilia anche le navi ospedale vennero ber-
sagliate. I nemici anglo-americani non facevano torto ad alcuna regione, rove-
sciando sul territorio una tale massa di ordigni, che" ancora oggi, dopo quasi
sessanta anni dalla fine della guerra, gli artificieri militari sono costretti di tan-
to in tanto a disinnescare qualche spoletta e far brillare la bomba senza peri-
colo. Il numero dei bombardamenti effettuati e delle bombe sganciate fu tremendo:
(4) Marco Cuzzi, I bombardamenti delle città italiane e l'UNPA, in L'Italia in guerra -
il secondo mll/o - 1941, ci t., Roma, 1992, p. 17.1-183; Maria Gabriella Pasqualini, I bombar-
damelai sulle città italiane, in cit., Il quarto an/lO - 1943, Roma, 1994, p. 253-287.

