Page 397 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  PROPAGANDA  E LA  REALTÀ  DEL  FRONTE INTERNO                      379

         Del  resto  erano  persistenti  ed  aumentavano  le  preoccupazioni  per la  mancanza
         dei  generi  di  prima necessità:  le  agitazioni  erano ovunque, da  nord a sud.  Se  ad
         Aosta si  rumoreggiava  perché la  pasta non veniva distribuita da due  mesi,  a Mi-
         lazzo, in Sicilia, vi  erano agitazioni per la mancata distribuzione dei generi da mi-
         nestra, così come forti erano i malumori tra la popolazione dell'Italia meridionale
         per la  mancata distribuzione del riso.  Il  Governo italiano era poi fortemente cri-
         ticato  perché gli  incaricati  italiani si  erano disinteressati  in  Romania circa le  for-
         niture di  grano che quel governo aveva concesso all'Italia:  "si tratta di  raccogliere
         dai  300  ai  400 vagoni  di  grano  destinato  all'Italia  e  che  il  governo  rumeno  ha
         concesso sin  dal  novembre scorso.  Ritardo  dovuto  al  menefreghismo  di  tanti  si-
         gnori nostri compatrioti che vivono beatamente a Bucarest. Pertanto tanti poveri
         cristiani tirano la  cinghia a  150 grammi  di  pane  al  giorno "."(10).  Il  "mugugno",
         da sempre accettato, era comunque assai  forte  e chiaro.

             Intanto aumentavano anche le  imposte per  far  fronte  ai  costi  della guerra (11)
          e era stata introdotta la nominatività dei titoli azionari:  i risparmiatori erano com-
          pletamente sfiduciati nei confronti del  governo e circolavano voci  sempre più  in-
          sistenti di un prestito forzoso. Il potere d'acquisto dell'italiano medio veniva decurtato
          pesantemente giorno per giorno. Anche  nell'ambiente  operaio industriale il  disa-
          gio era gravissimo:  vi  erano molte reazioni  ed espressioni  di  malcontento nel ce-
          to  operaio  dell'industria  per  la  riduzione  delle  giornate  lavorative  che  aveva
          comportato anche un taglio dei salari. L'industria andava rallentando anche per la
          limitazione dell'energia elettrica, per la  mancanza di  carbone e  di  materie prime:
          ". "".  riferimento telegramma 5151190/B430 impossibilitati dare estremi ordini
          inviati in miniera avendo ricevuto assegnazione trenta tonnellate. Urge provvede-
          re  per non arrestare  produzione esclusivamente bellica" (Microfard Degagnino a
          Monocarbo - Roma)  e  " ... seguito  racc.  espresso  24  corrente et telefonata  di  sa-
          bato  26  [agosto  1942]  avvertiamo  avvenuta  chiusura  stabilimento  per  mancanza
          nafta. Preghiamovi intervenire presso A.G.I.P. che aveva promesso consegna per 24
          corrente del  saldo giugno urgentissima"  (Isola - Milano a Fabbriguerra - Roma).
             Nel marzo 1942 la Società E.  Bianchi di Milano stava per interrompere del tut-
          to  la  lavorazione  bellica,  la  Edison di  Milano invece  era  in procinto di  interrom-
          pere l'erogazione di  gas  a diversi stabilimenti di  Sesto San  Giovanni, fra  i quali  la
          S.A.  Magneti  Marelli,  le  Officine  Val secchi,  le  Acciaierie  Falk,  la  Società  Ercole
          MareHi.  Vi  erano altresì grandi  inconvenienti  per l'insufficienza dei  mezzi  di  tra-
          sporto delle merci manufatturate. Inoltre si  verificavano anche casi  di  scorrettezza



             (10)  S.l.M.,  cit.  R.1401,  ten.  P.G.  - Ufficio  Tappa  16  - P.M.116  al  dottor.  M.C -
          S.  Ambrogio  di  Varese.
             (11)  S.l.M. cit.,  R.1397, Aprile  1942.
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