Page 395 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  PROPAGANDA E LA REALTÀ  DEL  FRONTE INTERNO                       377

          Gli  ammassi  obbligatori  delle  granaglie  si  erano rivelati  un  vero  insuccesso,
          alcuni  "profittatori" venivano scoperti,  ma  la  maggior  parte degli  italiani aveva
          iniziato,  soprattutto nelle  campagne,  ad  "arrangiarsi".  Il  regime  iniziava  a  non
          fare  troppa  paura  perché  la  massa  lo  stava  abbandonando e  una nuova  solida-
          rietà con la necessità di procurarsi di  che mangiare favoriva occultamenti e nuo-
          vo  improvviso  benessere  in  chi  prima  era  molto  modesto.  Dando  una  rapida
          lettura agli annunci economici dei giornali, sempre più dopo il 1941, 1942 e so-
          prattutto nel 1943, compaiono richieste di  acquisto di  interi palazzi, anche bom-
          bardati; offerte di rilevare appartamenti con l'intero mobilio, pagando in contanti. .. un
          modo di  riciclare danaro, molto danaro non giustificato nemmeno da importan-
          ti vincite al Lotto!  Era aumentata la sfiducia verso il valore della carta moneta e
          di conseguenza gli investimenti di  rilevanti somme, che pur circolavano, veniva-
          no fatti in  merci di  qualsiasi tipo e genere a titolo cautelativo.
             Le  classi  a reddito fisso  invocavano invece un maggior equilibrio fra il  costo
          della vita e lo stipendio. Il  regime aveva bloccato i prezzi all'inizio del conflitto,
          ma  quel  che  non  si  poteva  fare  ufficialmente,  veniva  fatto  con  un  ancor  mag-
          giore tasso di  aumento sottobanco, favorendo una inflazione rapidissima soprat-
          tutto per quello che riguardava i prodotti alimentari.  Il  punto di  non ritorno in
          questo caso fu  il l'azionamento del pane, sacro alimento sulle tavole degli italia-
          ni:  nel  1941  la  razione fu  di  200 grammi a testa al  giorno,  di  un pane imman-
          giabile.  Salivano  le  lamentele  per  la  scarsezza  di  questo  bene  primario,  per  il
          deficiente tesseramento, per la sempre più  forte  rarefazione dei generi di  prima
          necessità. Nel marzo 1942 furono razionati anche i medicinali. Le lamentele per
          la  situazione  annonaria  erano  sempre  più  frequenti (6):  veniva  criticata  vivace-
          mente l'incompetenza (o  la  disonestà)  degli  addetti agli  ammassi  del  grano. Era
          un fatto  incontrovertibile:  la campagna per l'ammasso del cereale era fallita mi-
          seramente, mentre prosperava la "borsa nera" dove si poteva trovare tutto o qua-
          si:  la  situazione era sotto gli  occhi  di  tutti,  ma  il  governo lanciava  bollettini di
          vittoria, non solo per la guerra, ma anche per annunciare arresti di  profittatori,
          di  imboscatori  di  materie  prime  aliment~ri. Ma anche  gli  agricoltori  dovevano
          cercare di vivere e si lamentavano. Scriveva uno di essi ad un parente sotto le ar-
          mi:  " ...... adesso  vogliono  ancora  del  frumento  e se  non lo  portiamo ci  ritira-
          no  la  tessera  della  macinazione  e  così  non  si  può  più  macinare  fino  che  le
          abbiamo portato giù  il frumento ...  perché di  frumento  ne  abbiamo  poco e an-
          che quel poco non me  lo  macinano,  noi  per il  momento ne  abbiamo ancora un



             (6)  Cfr.  in AUSSME,  Comando Supremo, S.l.M.  Diario Storico della Il Guerra Mondia-
          le, R1396, marzo 1942. Per quanto riguarda questa parte relativa alle relazioni quindicinali sul-
          la revisione  della corrispondenza, sono di interesse il  raccoglitore  (R)  279 e allegati e i RR dal
          1394 al  1428.
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