Page 456 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 456

438                                                        MARIANO  GABRIELE

            creduta  neutralità  e  disimpegno  dell'Italia  dal  conflitto;  per  Duce  e  regime,  in-
            vece,  si  tratta solo di una sgradevole attesa imposta dalla situazione finanziaria e
            dall'impreparazione militare.  In  q1lesta  fase  vi  sono contrasti tra regime e popo-
            lo, che simpatizza più per i francesi che per i tedeschi e resta ancora freddino da-
            vanti  alle  fulminanti  campagne  di  Polonia  e  di  Scandinavia.  Ma  crollerà  la
            Francia; Simona Colarizi rileva che questo disastro viene accolto nel silenzio, poi,
            dopo  una  settimana,  si  avvertono  pruriti  d'interventismo.  Un  rapporto  al  Duce
            del  17  maggio  recita:  «Oggi  il  popolo è  tutto  francofobo  e  anglofobo.  Si  vuole
            correre subito alla guerra perché ansiosi occhi si  posano su  Nizza, Corsica, Mal-
            ta,  Cipro,  Corfù.  Dicono:  i tedeschi  conquistano  tanto  e  noi  vogliamo  conqui-
            stare il  nostro. L'impazienza a questo  riguardo è tale che si  teme di  arrivare tardi
            sulla pista di  vittoria dell'Asse».  Per la verità un altro informatore, tre giorni pri-
            ma, ha gettato acqua sul fuoco, stimando solo nel 50/0 coloro che si sarebbero get-
            tati  a capofitto  nella  guerra e  avvertendo  che  senza  «grossissimi  successi  iniziali
            si  darebbe luogo ad inutili scoramenti» (7).
                Paolo Monelli conferma che la  letizia per l'intervento non è generale:  «ricor-
            derò sempre, di  quellO giugno,  mentre Mussolini annunciava la guerra ...  lo sbi-
            gottimento,  i  visi  gravi,  gli  occhi  a  terra  di  gente  che  si  era  radunata  in  via
            dell'Impero»  (Il).  Qualche  genitore  trema,  molti  trovano  ripugnante  attaccare  la
            Francia;  ma  le  generazioni del  Littorio, che  il  regime  si  è allevato  nella  latitanza
            delle famiglie,  mostrano entusiasmo:  un giorno da esse,  ben  più che dai  combat-
            tenti,  uscirà il  nucleo più compatto dei  fascisti  repubblicani.
                Nei  ricordi  di  Miriam Mafai,  Roma,  come altre  città,  era  felice  quellO giu-
            gno del  1940; il  conflitto sarebbe durato settimane e la vittoria era certa. Se  la di-
            soccupazione era molta, se orzo e cicoria erano diventati caffè dal maggio '39, se
            dal settembre seguente c'era carne solo due volte la settimana cd il  prezzo del pe-
            sce era salito alle stelle (9),  poco importava poiché gli  italiani stavano per mettere
            le mani, in Europa e in Africa, su terre e ricchezze altrui. Il  patriottismo degli ita-
            liani era franato da tempo nel  nazionalismo e poi nell'imperialismo, che nel giu-
            gno  1940 si  poteva credere  di  affermare  a buon prezzo (lO).  Esagera  Mussolini,



                 (7)  S.  Colarizi, L'opinione pubblica  italiana di fronte  all'intervento in guerra,  in L'Ita-
            lia  e la  politica di potenza, a cura cii  E.  Di  Nolfo,  R.H.  Rainero,  B.  Vigezzi,  Milano, Marzo-
            rati, 1985, pp. 287-301. Anche Berlino e Tokyo si attendevano immediate vittorie e conquiste
            italiane;  vedi  M.  Gabriele, Malta.  Operazione  C 3, Roma,  USMM,  2 0  ediz.,  1990, p.  35-38.
                 (8)  P.  Monelli, Roma  1943, Torino,  Einaudi,  1993, p.  7.
                 (9)  M.  Mafai,  Pane  nero,  Milano, Mondadori  (Le  Scie),  1987.  p.13-8I.
                (lO)  Anche  E.  J.  HobsbawlI,  II  secolo breve.  1914-1990,  Milano,  Rizzoli  (BUR),  2000,
            p.  189,  ritiene  che  Mussolini «concluse,  erroneamente  ma  non  del  tutto  irragionevolmente,
            che  i tedeschi  avevano vinto e si  accinse  a  dichiarare  la  guerra».
   451   452   453   454   455   456   457   458   459   460   461