Page 123 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 123
Repubblica e Forze Annate
Geoffrey Cox scrive: «sembrava che il solo limite per il loro bottino fosse la
carenza di mezzi di trasporto»!
Trieste esce da un incubo. Anche la sua popolazione finalmente può riversar-
si sulle strade e inneggiare alla pace.
Ma per il ritorno della madrepatria dovrà attendere, con altri sacrifici di san-
gue, fino al 26 ottobre del 1954!
A Gorizia ... si replica ... , pur con qualche variante peggiorativa rispetto a
Trieste, come il transito per la città, gli ultimi giorni dell'aprile 1945, di un gros-
so contingente di Cetnici, incalzati da presso dai Titini.
Le sol da taglie serbe passano come un'orda selvaggia, rapinando, violentando,
distruggendo, uccidendo. Alloro seguito, i primi di maggio giungono le milizie
partigiane di Tito, dei cui usi e costumi abbiamo detto tutto ... La mano di que-
sti ultimi non si ferma nemmeno di fronte a valorosi Combattenti che solo qual-
che ora prima si erano battuti contro i Tedeschi prima e i Cetnici poi! Si mostra-
no particolarmente spietati contro quei Reparti della Repubblica Sociale Italiana
che li avevano affrontati a viso aperto sul campo di battaglia per contrastarne
l'avanzata sul suolo italiano. Ecco una testimonianza tratta dall'archivio del
Comune:
«una cappa di terrore e di sgomento gravava sinistramente su tuttt~ testimo-
IIÌ come erano di lunghe teorie dipersone che, mani legate dietro la schiena con
filo di ferro, attraversatJano la città, obbligati ad Ùtcamminarsi a suon di .rpin-
toni e tJtitm verso tfll tragico destinm>.
Si noti che deportarono anche i degenti dell'Ospedale Militare.
Gori?.ia, "La Santa", tornò all'Italia il 14 settembre 1947.
A Fiume i Nazisti lasciarono la città il 2 maggio, dopo aver distrutto gran
parte degli impianti portuali e industriali.
Il 3 maggio arrivarono i Titini e da allora la "Città Olocausto", Medaglia
d'Oro al Valore civile ( 4 dicembre 1924) « ... per la sua in crolla bile volontà di congiun-
gersi ttn giomo all'Italia ... >> è croata e viene chiamata "Rijeka"!
Gli Slavi, come altrove, si accanirono non solo contro i Patrioti del C.L.N.,
non solo contro coloro che a qualsiasi titolo rappresentavano l'Italia, ma anche
contro gli esponenti del Movimento Autonomista che propugnava
l'Indipendenza di Fiume. Fra l'altro imposero subito come lingua ufficiale la
loro, il croato.
Secondo il presidente della Società di studi fiumani, Amleto Ballarini, furono
572 gli Italiani di Fiume uccisi nelle settimane successive all'ingresso in città
delle truppe titine, e 67 quelli trucidati in tempi successivi.
La quasi totalità di questi sventurati è rimasta senza sepoltura. Le foibe a l
o
ridosso del Monte Maggiore accolgono, presumibilmente, i loro resti. u
123 -

