Page 124 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Riccardo Basile

              Fra i trucidati finanche Angelo Adam, noto antifascista, reduce dal confino a
           Ventotene, dove lo avevano relegato i Fascisti, e dallager di Dachau, in cui l'ave-
           vano spedito i Nazisti  ...
              A  Pola i partigiani di Tito entrarono il  5 maggio del 1945 dopo avere soste-
            nuto cruenti combattimenti contro i Tedeschi e contro agguerriti reparti italiani
           della Milizia di  Difesa Territoriale  (aliquote del 2°  Reggimento "!stria")  e della
           compagnia "Nazario Sauro" della X Mas.
              Presero a fioccare le accuse di "nemico del  popolo". Si riempivano le carce-
           ri di Via Martiri, luogo di transito dei prigionieri verso i campi di concentramen-
            to  situati  all'interno  della  Jugoslavia  (Borovnica,  Maribor,  Prestrane,
           Maresego ... ), per molti di  loro divenuti ultima dimora!  Si  riempivano anche le
            foibe viciniori. Quella di Vines è una delle più utilizzate ... La città venne addob-
           bata con una quantità indescrivibile di bandiere rosse, croate e jugoslave. I muri
            coperti da una miriade di scritte, quasi tutte in croato, inneggianti a Tito, a Stalin,
            e all'annessione di Pola e dell'Istria alla Jugoslavia di Tito.
              Due ìvliliti, il  sottotenente Graziano Udovisi e Giovanni Radeticchio, incre-
            dibilmente  sopravvissuti  ad  un  infoibamento,  ci  hanno  lasciato  agghiaccianti
            testimonianze.
              Anche Pola il  12 giugno 1945 vide l'uscita degli Slavi ... ma solo per poco!
              Dopo la parentesi del Governo Militare Alleato, il17 settembre 1947, i Croati
            tornarono e da allora "Pola" è divenuta "Pula"!...




            L'esodo


              Cosa potevano fare i Giuliani dell'Istria, di Fiume, di Zara, precipitati in una
            situazione che si  presentava come irreversibile e che si  caratterizzava per il  tota-
            le capovolgimento dei Valori che permeavano le  loro vite?
              In linea teorica avevano tre possibilità:
                 - ribellarsi,  certamente  con  mezzi  violenti,  non  sussistendo  altre  vie,  tn
                 quel contesto, per cercare di  far valere le  proprie ragioni;
                 - restare, accettando il nuovo sistema;
                 - andare via.
              La prima ipote.ri, ribellarsi, non fu nemmeno presa in considerazione. Non stu-
            pisca ciò, ove si  consideri l'indole mite e l'intelligenza della "Gens Iulia". Si  noti
            che,  dopo  tutto  quello  che  era  successo,  sarebbe  stato  pressoché  impossibile
            reperire in loco uomini in grado di  prendere le  armi.  Si  osservi ancora che era
            facile  prevedere che, in <-(Uel  frangente, nessuno Stato,  l talia compresa, avrebbe
            mai sostenuto le loro ragioni, sebbene fossero  esclusivamente tese a ottenere il



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