Page 60 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Mario Atpino

           Calamità naturali


              L'elenco degli interventi sarebbe lunghissimo, ma, a parere di chi scrive, al di
           fuori  degli  obiettivi  del  Convegno,  che  sono  di  tipo  concettuale  e  qualitativo,
           piuttosto che una mcra enumerazione quantitativa degli eventi effettuati da cia-
           scuna  Forza Armata, verrà quindi  seguito,  traendone anche  spunto, il metodo
           sintetico e cronologico già  adottato dalla  professoressa  Anna Maria  Isastia  nel
           libro, già altrove citato,  intitolato Soldati e Cittadini,  dove  sono delineati solo gli
           accadimenti maggiori.
              Alluvione del Polesine.  Il14 novembre 1951lo straripamento del Po e dell'Adige
           provocò  l'allagamento  di  tutto  il  Polesine,  causando  gravi  danni  c  l'esodo  in
           massa di una popolazione già povera. Il  tutto in un quadro di carenza di  mezzi
           e di  pessime condizioni atmosferiche, fattori che ostacolarono non poco l'ope-
           ra delle forze militari c di polizia, che provvidero comunque, assieme ai Vigili del
           Fuoco, al recupero di persone c bestiame isolato, al trasporto, ai servizi di mensa
           ed alle comunicazioni. Molte famiglie trovarono un primo rifugio nelle caserme
           di  tutto il Trivcneto ed in molte altre località del nord Italia.
              Il disastro del V qjont. La sera del 9 ottobre 1963 una frana staccatasi dalle pen-
           dici della parete nord del monte Toc, precipitando nel bacino idroelettrico  for-
           mato  dalla  diga  del  Vajont  (Belluno),  sollevò  una  massa  di  cinque  milioni  di
           metri cubi d'acqua, che rase al suolo la cittadina di Longarone e danneggiò alcu-
           ni paesi vicini, provocando 3.000 vittime.  Le immagini delle centinaia di  milita-
           ri  che  si  avvicendavano  a  scavare  nella  melma  per il  recupero  dei  corpi  sono
           ancora vive nella memoria di tutti. Le forze militari e di polizia si occuparono di
           assistenza sanitaria e vettovagliamento, recuperi di  beni, masserizie c bestiame,
           disinfezione, riattamcnto della viabilità, riscaldamento ed  energia, verifica delle
           condizioni geologiche delle pcndici più a rischio di nuove frane.
              Le alluvioni del1966.  Lo straripamento dell'Arno il  4 novembre 1966, con la
           conseguente inondazione della città di Firenze, è soltanto uno, il più grave, degli
           allagamenti,  smottamenti e  frane  provocati dall'eccezionale  quantità di  piogge
           occorse nell'autunno di quell'anno. Oltre a Firenze, dove contribuirono anche a
           porre in salvo opere d'arte e biblioteche, le Forze Armate intervennero a sgom-
           berare strade, erogare energia elettrica e fornire prima assistenza in Lombardia,
           Trentina, Veneto, Friuli e varie località della Toscana. Particolarmente intenso ed
           importante, ma logorante per l'efficienza dei mezzi,  fu  l'impiego dei reparti di
           elicotteri delle  tre Armi c delle forze di  polizia.

              Il temmoto  del Belice.  Violente  scosse  di  tenemoto,  con  un  primo  urto  nel
           pomeriggio del 14 gennaio 1968, ripetutosi una decina di giorni dopo, distrusse





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