Page 116 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             Il programma G-91
                Nel 1957 il Reparto Sperimentale Volo venne trasferito sulla nuova base di
             Pratica di Mare, in allestimento sul sito di un campo volo a sud di Roma già attivo
             tra il 1942 e il 1944. L’aeroporto era destinato a ospitare la 4ª Aerobrigata ed era
             quindi concepito per l’impiego di moderni aviogetti da combattimento, senza le
             limitazioni derivanti dall’orografia o dalla vicinanza di grossi centri abitati. Nella
             nuova sede il reparto venne subito a essere impegnato da due cicli di prove relativi
             ad altrettanti velivoli di produzione nazionale, l’Aerfer Sagittario 2° ed il FIAT
             G-91. mentre il sagittario 2° era stato disegnato dall’ingegner stefanutti sulla
             base delle sue precedenti esperienze e quale tappa intermedia per la realizzazione
             di un caccia supersonico, il Leone, che sarebbe rimasto sulla carta, il G-91 era
             stato progettato dall’ingegner Gabrielli in risposta ad una specifica NATO per un
             caccia tattico leggero emessa nel dicembre del 1953. Il velivolo avrebbe dovuto
             avere un peso massimo a vuoto di 2.200 chilogrammi e di 4.700 a pieno carico,
             ed essere in grado di intervenire a supporto delle forze terrestri operando anche da
             superfici semipreparate con una corsa di decollo inferiore ai 1.100 metri ed un ca-
             rico bellico di 450 chilogrammi in aggiunta all’armamento di lancio fisso. L’Advi-
             sory Group for Aerospace Research and Development (AGARD) nell’elaborare
             la specifica per conto del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE)
             indicò come motore il Bristol Siddeley Orpheus da 1.837 chilogrammi di spinta
             al decollo, richiedendo una velocità di 0,95 Mach accompagnata da buona ma-
             novrabilità e facilità di manutenzione, con strumentazione di bordo semplice ma
             adeguata. In risposta al bando, insieme al G-91 ed al Sagittario 2°, che non aveva
             peraltro nessuna possibilità di successo non rispondendo affatto alla specifica,
             furono proposti all’AGARD altri otto velivoli: il Breguet Br.1001 Taon, i Marcel
             Dassault Etendard II, IV, VI, i Folland Fo.139 Midge e Fo.141 Gnat, il Sud-Est
             SE-5003 Barouder ed una versione alleggerita dell’Hawker Hunter. Il progetto
             FIAT, nella cui stesura era stata sfruttata al massimo l’esperienza maturata con la
             produzione su licenza del North American F-86K, fu giudicato tra i più interessan-
             ti, tanto da entrare nella rosa dei candidati per la “fly-off competition” insieme al
             Dassault Etendard VI ed al Breguet Br.1001.
                il G-91 volò per la prima volta a Caselle Torinese il 9 agosto 1956 pilotato da
             Riccardo Bignamini, affermandosi poi grazie soprattutto alle sue doti di maneg-
             gevolezza ed alla razionalità del sistema d’arma nella selezione effettuata da una
             commissione NATO a Bretigny, in Francia. Nonostante questo, per ragioni di na-
             tura politica ed economica più che tecnica, il caccia di Gabrielli fu adottato solo da
             Italia e Germania, venendo costruito in 689 esemplari, 294 dei quali dalla Dornier
             per la Lutwaffe che ne avrebbe poi ceduto 40 al Portogallo. L’esemplare NC1bis
             arrivò al Reparto Sperimentale Volo il 22 marzo 1958, seguito poco dopo dal-
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