Page 115 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             del 1° Stormo Caccia Ogni Tempo, costituito in seno alla 51ª Aerobrigata da cui
             si sarebbe staccato l’anno dopo. Prima di essere definitivamente radiato nel 1973
             l’F-86K avrebbe equipaggiato il 1° Stormo, fino al 1959 quando questo fu trasfor-
             mato in 1 ª Aerobrigata Intercettori Teleguidati, armata con missili Nike Ajax, e
             poi nel tempo, in tutto o in parte, le aerobrigate 51ª e 4ª e gli stormi 36° e 5°. A
             differenza dell’F-86E il “K” fu oggetto di un programma di costruzione su licenza
             lanciato per compensare l’industria italiana della cancellazione del programma
             Venom, il biposto britannico da caccia notturna che avrebbe dovuto affiancare il
             Vampire e di cui era stata pianificata la produzione di non meno di 1.000 esem-
             plari destinati a diverse forze aeree. motivazioni di ordine tecnico ed economico
             portarono nel 1952 ad accantonare questo progetto, che del resto riguardava una
             macchina senz’altro inferiore ai velivoli statunitensi della serie “80”, ma la FIAT
             ottenne la licenza di produzione dell’F-86K e la costruzione dei primi 50 kit di
             montaggio da parte della North American Aviation venne finanziata nel 1953 nel
             quadro del programma MDAP. Per evitare che ultimata la produzione del Vampire
             l’industria italiana si fermasse, con inevitabili contraccolpi sul piano politico e
             sociale, il programma fu portato avanti molto rapidamente ed il primo esemplare
             montato dalla FIAT volò a Torino Caselle già il 23 maggio 1955, pilotato da un
             ufficiale americano, il colonnello Arthur de Bolt. In tutto furono assemblati in
             Italia 221 velivoli destinati alle forze aeree di Italia, Francia, Germania, Olanda
             e Norvegia, 63 dei quali andarono all’Aeronautica Militare. A questi si sarebbero
             aggiunte 22 macchine tedesche ed 8 olandesi,  portando il totale a 93.
                Se l’F-86K rappresentò un deciso salto di qualità dal punto di vista della ca-
             pacità operativa, non meno importante fu l’entrata in linea delle macchine ad ala
             rotante, a cominciare dal Bell Model 47, di cui l’Agusta cominciò la produzione
             su licenza nei primi anni ’50, con una decisione lungimirante che creò le premesse
             per recuperare il gap tecnologico in quel particolare settore e che assicurò alla ditta
             un cospicuo mercato. L’Agusta-Bell AB-47G, dalla caratteristica configurazione
             con la bolla di plexiglas della cabina di pilotaggio e la fusoliera a traliccio, iniziò
             i collaudi in volo il 22 maggio 1954 e l’8 novembre successivo arrivò al Reparto
             Sperimentale Volo. Su questo tipo di aeromobile verrà svolta un’intensa attività,
             procedendo al rilievo delle caratteristiche contrattuali anche degli esemplari de-
             stinati all’Esercito Italiano ed alla valutazione della funzionalità di impianti ed in-
             stallazioni particolari. A partire dalla primavera 1955 gli AB-47 G2 iniziarono ad
             equipaggiare il Centro Elicotteri dell’Aeronautica Militare che già operava con i
             tre Bell Model 47D-1 acquistati nel 1949 dal Ministero dell’Agricoltura per essere
             impiegati nella lotta antimalarica in Sardegna. Gli AB-47G2 sono stati poi utiliz-
             zati dal 31° Stormo e soprattutto, dalla Scuola Volo Elicotteri (SVE), diventata
             72° Stormo nel 1985, che li ha avuti in linea fino ai primi anni ’90.
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