Page 110 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                  Presenta buone qualità come velivolo scuola per la prima fase di pilotag-
                  gio, qualora si ritenga di iniziare direttamente su velivolo a reazione; unica
                  riserva in questo campo potrebbe essere forse la sensibilità dei comandi di
                  volo un po’ spinta per un inizio di pilotaggio. Prescindendo dalla già rilevata
                  deficienza di installazioni nell’abitacolo posteriore, l’istruttore ha eccellenti
                  possibilità sia in fase di decollo sia in atterraggio sia nel volo acrobatico.
             B -  IMPIEGO COME VELIVOLO SCUOLA DI SECONDO PERIODO
                  È  da escludere a causa della deficienza di installazioni adatte.
             C -  IMPIEGO COME VELIVOLO DI TRANSIZIONE TRA ELICA E REATTORE
                  La estrema facilità con cui qualunque pilota ben addestrato può volare su
                  questo velivolo fa presumere che non vi sia pratica utilità nell’usarlo come
                  velivolo di transizione.
             D -  IMPIEGO  COME VELIVOLO DA ALLENAMENTO
                  Per le sue doti acrobatiche si ritiene il velivolo adatto all’allenamento acro-
                  batico con impiego di reattore.”


                A Guidonia la piccola macchina venne valutata da delegazioni britanniche e
             spagnole, ed anche da una commissione NATO, ma l’idea di iniziare l’addestra-
             mento al volo direttamente su un velivolo a getto non si era ancora affermata
             e questo interesse non fu seguito da alcun ordinativo. Il suo acquisto da parte
             dell’Aeronautica Militare, formalizzato nel 1953, fu sostanzialmente un modo di
             permettere alla ditta di recuperare parte degli investimenti effettuati.
                In considerazione delle limitazioni dell’aeroporto di Guidonia, nel 1953 venne
             costituita a Ciampino una Sezione Velivoli a Reazione del Reparto Sperimentale
             Volo, soluzione provvisoria in attesa del trasferimento su una base modernamente
             attrezzata quale quella di Pratica di Mare. A Ciampino affluirono dunque i tre
             esemplari di preserie del FIAT G.80, il suo successore, il G.82, ed il Sagittario I. Il
             prototipo del G.82, evoluzione del G.80 che utilizzava il più potente motore Rolls-
             Royce Nenè da 2.270 chilogrammi di spinta, volò il 23 maggio 1954 ed il 12 mag-
             gio dell’anno dopo, con il pilota collaudatore Vittorio Sanseverino, fece registrare
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             la velocità di 1.028 km/h a 6.000 metri di quota.  Per quanto propagandato come
             velivolo d’addestramento avanzato, e come tale presentato alla NATO sull’ae-
             roporto francese di Villacoublay, il G.82 fu realizzato soltanto in due prototipi e
             quattro esemplari di preserie che dopo essere stati impiegati tra il 1956 e il 1957
             presso la scuola di Amendola vennero assegnati al Reparto Sperimentale Volo. Il
             Sagittario I, realizzato nel 1953 dall’ingegner Stefanutti sulla base del progetto
             del SAI Ambrosini S.7 accoppiando ad un motore a reazione un’ala a freccia, era
             invece inteso come una sorta di dimostratore tecnologico, a premessa di futuri


             13  I 1.028 km/ora del FIAT G.82, Rivista Aeronautica, 1955/6.
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