Page 108 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             non certo moderna ma di basso costo di cui la Macchi costruì 118 esemplari, oltre
             ai due prototipi, ed altri 60 vennero realizzati nello stabilimento di Pomigliano
             d’Arco dall’Aerfer sulla base di un accordo di sublicenza. il macchi 416 entrò
             in linea nel 1952 e fu utilizzato nelle scuole di volo fino al 1960, quando gli ol-
             tre 90 esemplari rimanenti vennero trasferiti all’Aero Club d’Italia. Il P-148 era
             una rielaborazione del Fokker ma nel mantenere la stessa architettura l’ingegner
             Giovanni Casiraghi aveva realizzato un velivolo interamente metallico e non a
             struttura, mista adottando una soluzione certo più moderna che avrebbe garantito
             una lunga vita operativa. Prodotto in 100 esemplari dei quali 70 furono acquistati
             dall’Aeronautica Militare con un primo lotto di 50 nel 1952, il biposto Piaggio fu
             utilizzato dapprima per collegamento e traino alianti, poi dal 1965 al 1975 per i
             corsi di cultura aeronautica, infine, dal 1970 al 1975, per la selezione al volo degli
             allievi ufficiali piloti dell’Accademia Aeronautica.
                È certo significativo il fatto che entrambe le macchine siano state acquisite
             dall’Aeronautica Militare nel tentativo di mantenere una base industriale il più
             ampia possibile, ed alla stessa volontà si possono ricondurre gli acquisti di pic-
             cole serie di produzione e di singoli prototipi che caratterizzarono quegli anni,
             riproponendo, come nel caso dei concorsi, una delle formule di supporto all’in-
             dustria tipiche del periodo anteguerra. Così avvenne ad esempio per il Caproni
             Ca.193, un bimotore del 1949 dall’originale configurazione ad elica spingente
             con due motori in linea Walter minor da 160 cv che fu al Reparto sperimentale
             Volo dove rimase dal marzo del 1950 al luglio del 1952 prima di essere restituito
             nel 1956 alla Caproni-Trento, e per il SIAI-Marchetti SM.102, un altro bimotore
             per il trasporto leggero ed il collegamento acquisito in piccola serie. Diversa la
             vicenda del Piaggio P-136, un anfibio che, nella versione equipaggiata con due
             motori Franklin da 215 cv, aveva volato il 29 agosto 1948 ed il 3 gennaio 1950
             venne assegnato al Reparto Sperimentale Volo per il rilievo delle caratteristiche in
             termini di prestazioni e qualità di volo. Tra il giugno del 1951 e l’aprile dell’anno
             seguente ne furono acquisti 22 esemplari che avrebbero operato con i reparti del
             soccorso aereo fino al 1960.
                La via dei concorsi fu battuta ancora all’inizio degli anni ’50 e nel 1951 ne
             venne bandito un altro per un addestratore di secondo periodo che nelle intenzioni
             avrebbe dovuto rimpiazzare il T-6. I tre prototipi presentati, Piaggio P-150, FIAT
             G-49 e Macchi MB-323, tutti equipaggiati con lo stesso motore a nove cilindri a
             stella Pratt&Whitney R1430 da 610 cv, furono oggetto a Guidonia di una intensa
             campagna di prove che impegnò il Reparto Sperimentale Volo nel primo semestre
             del 1954 senza peraltro avere alcun seguito in quanto nessuno dei tre aeromobili
             fu poi prodotto in serie. Il Macchi MB-323 si segnalò per l’aerodinamica più
             curata e la struttura più compatta, ma si stavano ormai facendo strada criteri ad-
             destrativi che per l’addestramento avanzato prevedevano l’impiego di velivoli a
             getto, e c’era comunque un’enorme disponibilità di T-6. Il prototipo, il cui primo
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