Page 107 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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taurus 568 da 2.550 cv che gli permettevano una velocità di 573 km/h. Per quanto
carente dal punto di vista degli impianti, e privo in particolare di pressurizzazione,
il velivolo aveva prestazioni di tutto rispetto e delle ottime potenzialità che ne
avrebbero potuto fare un serio competitore per il Douglas DC-6 ed il Lockheed
Constellation, ma le difficoltà finanziarie della Breda, che chiuse la sua sezione
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aeronautica nel 1951, impedirono di completarne lo sviluppo. L’unico esemplare
fu acquisito dall’Aeronautica Militare che lo impiegò fino al 1954, quando venne
messo definitivamente fuori uso a Mogadiscio da un incidente e dall’indisponibi-
lità di pezzi di ricambio.
In questa situazione un enorme significato ebbe la decisione dell’Aeronautica
militare di continuare ad incoraggiare eventuali iniziative nei settori dell’adde-
stramento e del trasporto leggero. Questa tendenza si era già manifestata negli
anni precedenti, recuperando uno degli strumenti utilizzati a suo tempo dalla Re-
gia Aeronautica, peraltro senza troppo successo. Nel 1947 era stato infatti bandito
un concorso per un bimotore da addestramento e l’anno successivo ne era stato
lanciato un altro per un biposto con cui riequipaggiare le scuole di volo di primo
periodo. Il concorso del 1947 vide la partecipazione della Breda, con il Breda-Pit-
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toni BP-471, della Macchi, con l’MB-320 e della Caproni, che però non comple-
tò neppure la costruzione del prototipo del Ca.191 in quanto il programma fu so-
speso nel 1949. Nel giugno di quell’anno, e non a caso due mesi dopo la firma del
Patto Atlantico, arrivarono infatti in Italia i primi di 125 esemplari del Beechcraft
C-45 Expediter, un versatile bimotore di costruzione statunitense che sarebbe sta-
to utilizzato dall’Aeronautica Militare fino al 1980 non solo per collegamento ed
addestramento ma anche per compiti come il controllo in volo delle radioassisten-
ze ed i rilievi fotogrammetrici. Con una tale disponibilità di macchine, il concorso
diventava inutile e ci si fermò ai due prototipi nel frattempo completati da Breda
e Macchi, entrambi comunque acquisiti dall’Aeronautica Militare e valutati dal
Reparto Sperimentale Volo.
Meglio andarono le cose con il secondo programma dal quale sarebbero nati il
Piaggio P-148 e il Macchi 416. I prototipi dei due velivoli, simili nella configura-
zione ad ala bassa con carrello triciclo posteriore fisso e posti affiancati, e dotati
dello stesso motore Lycoming O-435A da 190 cv a 6 cilindri contrapposti, furono
valutati dal Reparto Sperimentale Volo tra il 1950 e il 1951. La proposta della casa
varesina era la riproduzione su licenza del Fokker S-11 Instructor, una macchina
9 Alberto Bassi, L’archivio storico Breda e la storia del design aeronautico, in Paolo Ferrari
(a cura di), “L’aeronautica italiana. Una storia del Novecento”, FrancoAngeli Storia,
Milano, 2004, pp. 109-114.
10 Bimotore Breda-Pittoni, Rivista Aeronautica 1950/11, pp. 870-874. Progettato dall’ingegner
Mario Pittoni, il velivolo montava due Pratt&Whitney Twin Wasp 1830-92 da 1.065 cv che
gli avrebbero permesso una velocità di crociera di 410 km/h con 18 passeggeri e 4 membri
di equipaggio.

