Page 221 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda             221



             l’italia rappresentava solo una fase di
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             passaggio verso la sconfitta di Hitler.
                Anche le autorità inglesi dislocate
             sul territorio  italiano  occupato ave-
             vano un’opinione  diversa rispetto a
             quella dei loro leader politici di Lon-
             dra. Essi cercarono fin dall’inizio di
             stabilire stretti contatti con la classe
             dirigente e gli alti ufficiali dell’Italia
             post-fascista,  dando  inizio  alla  rico-
             struzione. I due inglesi più influenti
             fino alla fine della guerra ed alla vit-                  Winston Churchil
             toria elettorale del Partito Laburista in
             Gran Bretagna furono Harold Macmillan, Ministro residente per il Mediterraneo
             o, secondo la definizione del suo biografo, “Viceré del Mediterraneo”, ed il Gene-
             rale Sir Henry M. Wilson, Comandante Supremo Alleato per il teatro Operativo
             del Mediterraneo (SACMED). Macmillan era spinto da motivi politici. Scrisse nel
             suo diario: “Ritengo che dovremmo proprio decidere se vogliamo permettere al
             nostro rancore ed alle emozioni del recente passato di influenzare la nostra politica
             per l’Italia ed agire spinti non dalla ragione, ma dalle nostre passioni, o se ragione-
             remo con calma in base ai  nostri interessi ed, in un quadro più ampio,  alle neces-
             sità della civiltà occidentale”.  Temeva anche che lo scontento potesse spingere gli
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             italiani verso la nostalgia del fascismo per tornare a sostenere la causa fascista una
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             volta terminata la guerra.  Al contrario, Wilson era spinto solo da motivi pratici.
             Per lui la  ricostruzione e lo schieramento delle Forze Armate italiane erano uno
             strumento che la Gran Bretagna poteva utilizzare per schierare le forze alleate nel
             modo migliore, evitando di impegnarle sul campo di battaglia. Riteneva anche che
             un aiuto di questo tipo da parte degli inglesi avrebbe motivato le forze del regno
             d’Italia mosse da ideali filoccidentali.  Eden accolse i continui appelli di Wilson
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             6  L. Nuti, L., L’ esercito italiano nel secondo dopo guerra, 1945-50: La sua ricostruzione
                e l’assistenza militare alleata, (Rome, 1989), pp. 12-45; Ellwood, ‘Italy’, pp. 23, 31-48;
                M. Gat, Britain and Italy, 1943-49: The Decline of British Influence, (Brighton: Sussex
                University Press, 1996), pp. 8-10; E. G. H. Pedaliu,  Britain, Italy and the Origins of the
                Cold War, (Palgrave/Macmillan Press Ltd, Nov. 2003), pp. 1-4.
             7  Harold Macmillan, War Diaries: The Mediterranean, 1943-45, London: Macmillan, 1984,
                p. 444.
             8  FO 371/43951/R1974/1962/22, telegram, no. 208, Macmillan to FO, 5-2-1944.
             9  The  National Archives  (TNA)  Kew,  London  (hereafter  (TNA) WO106/4036,  telegram,
                FAN  338, Wilson  to  CCS,  26-2-1944;  ibid.,  telegram,  NAF  642, Wilson  to  CCS,  6-3-
                1944; ibid., telegram, F 32509, Wilson to WO, 15-4-1944; memorandum by Wilson on the
                situation in the Mediterranean, 5-8-1944; ibid., letter, COS to Wilson, 7-8-1944
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