Page 230 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             anticomunisti italiani, l’America era diventata l’unico baluardo contro l’URSS.
             In tal modo, gli italiani tennero in sospeso i britannici, che cercarono di capire e
             di inventare piani alternativi fino al maggio 1948. Dopo di che, circa tre settimane
             dopo la vittoria dei democristiani e dei loro alleati alle elezioni del 18 aprile 1848,
             Sir Victor Mallet, ambasciatore britannico in Italia, fu formalmente informato che
             il governo italiano non poteva avallare l’assegnazione di missioni alle proprie For-
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             ze Armate.  In realtà, la vera e propria ricostruzione delle Forze Armate italiane
             sarebbe avvenuta sotto la tutela americana e gli auspici della NATO, di cui l’Italia
             sarebbe diventata un membro fondatore. L’inclusione dell’Italia avrebbe modifi-
             cato il carattere nordico della NATO, aprendo la strada a ulteriori estensioni che
                                                                   41
             avrebbero in seguito coperto l’intero nord del mediterraneo.  Il rifiuto del piano
             delle missioni da parte del Governo italiano non sancì la fine del coinvolgimento
             britannico nelle Forze Armate e di polizia italiane. il ministro della Difesa bri-
             tannico continuò a organizzare dei soggiorni nel Regno Unito per addestrare gli
             ufficiali italiani e ad offrire il proprio know-how ai Carabinieri.
                Il bilancio dell’iniziativa britannica nella ricostruzione, il riequipaggiamento
             e la preparazione delle Forze Armate e di polizia italiane temporanee può essere
             interpretato negativamente se ci si concentra unicamente sul respingimento italia-
             no del piano delle missioni. In realtà, le cose stavano in altro modo. Il contributo
             britannico alla creazione delle Forze Armate e di sicurezza italiane postfasciste
             era stato vitale e estremamente importante per il futuro orientamento filoccidenta-
             le dell’Italia. Fornì all’Italia il margine di sicurezza di cui aveva bisogno, in attesa
             che gli Stati Uniti fossero pronti ad assumersi pienamente le loro responsabilità
             di superpotenza. In realtà, è straordinario che le lezioni di quel periodo non siano
             state pienamente assimilate dai politici e usate come modello per l’occupazione/
             liberazione di Paesi problematici in anni più recenti.







             39  TNA/FO953/70/PW4830/511/922, ‘Confidential Report on Information work in Italy, April
                to June 1947’, drafted by M.N.F. Steward, Information Officer, British Embassy in Rome,
                31-8-1947; ibid., ‘Confidential Report on Information work in Italy, April to June 1947’,
                drafted by Steward, 31-8-1947; TNA/FO953/431/PW1000/523/922, ‘Quarterly Report on
                Information Work in Italy, January - March 1948, 28-5-1948.
             40  TNA/FO 371/73174/Z3972/274/22, despatch, no. 153, Mallet to Bevin, 4-5-1948.
             41  Nuti, l’ esercito, pp. 205-240; Gaddis, J.L., Strategies of Containment: A Critical Appraisal
                of Postwar American National Security Policy, New York, 1982, pp. 89-126;  Pedaliu,
                Britain, Italy, pp. 96-127; E. T. Smith, The United States, Italy, and NATO, 1947-1952
                (St. Martin’s Press, 1991; E. T. Smith, ‘The Fear of Subversion: The United States and the
                Inclusion of Italy in the North Atlantic Treaty,’ Diplomatic History,  7, 1983, pp. 139-155,
                M. Smith, NATO Enlargement during the Cold War: Strategy and System in the Western
                Alliance (Palgrave/Macmillan, 2000) pp.28-38, 62-95.
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