Page 370 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           squadron da ricognizione e bombardamento, sia pure con il supporto di una componente
           terrestre formata da qualche compagnia di autoblindate e da 5.000 soldati del governo di
           Bagdad, permettendo cosi di ritirare successivamente i reparti britannici, avvicendati da
           alcuni battaglioni di truppe indiane.
              Nell’ottobre del 1922, il vicemaresciallo dell’aria John Salmond sviluppò in Iraq  un
           modello di air control che sostituiva le tradizionali “spedizioni punitive” via terra, con-
           dotte da colonne che, muovendo tanto metodicamente quanto faticosamente attraverso
           i territori in rivolta, tentavano di domare le popolazioni non solo colpendo quanti si op-
           ponevano con le armi alla loro avanzata, ma anche bruciando i villaggi e distruggendo
           i raccolti. La potenza di fuoco dei velivoli permetteva di ottenere gli stessi risultati a un
           costo decisamente inferiore; non importava a quale prezzo per le popolazioni. I metodi
           dell’air control furono largamente impiegati durante gli anni Trenta anche al di fuori
           dell’Iraq, per gestire altri territori riottosi da Aden, alla Transgiordania, fino alla diffici-
           lissima Frontiera Nord-Ovest dell’India.
              Tra il 1922 e il 1931, con la ripresa delle operazioni di controguerriglia per la cosid-
           detta “riconquista“ dei territori libici, persi sotto la spinta dei capi delle tribù locali o
           ancora mai conquistati, i velivoli acquisirono un sempre maggior valore, divenendo un
           elemento fondamentale non solo per il bombardamento, ma anche per la ricognizione e
           il trasporto di uomini e materiali. Ognuna delle due colonie – Tripolitania e Cirenaica
           – possedeva infatti proprie piste d’atterraggio e propri mezzi, anche in virtù del nuovo
           status dell’Aeronautica, scorporata nel 1923 dall’Esercito e resa Forza Armata indipen-
           dente. Protagonisti delle operazioni libiche furono prevalentemente il bombardiere tri-
           motore Caproni Ca.3 e il monomotore SVA, che già avevano abbondantemente solcato
           i cieli sopra il fronte italo-austriaco durante la Grande Guerra.
              Nel luglio 1920, il Comando Truppe della Cirenaica aveva fatto presente al mini-
           stro delle Colonie quanto la gestione dell’arma aerea, in collaborazione con l’Esercito,
           avrebbe migliorato le operazioni di terra. Fu così che dal 1922, con l’inizio delle ope-
           razioni di controguerriglia, essa venne sistematicamente utilizzata per tenere in stretto
           contatto i principali centri dell’occupazione libica e le colonne mobili, oltre che per i
           collegamenti e per la logistica e se ne iniziò a comprendere l’immenso valore tattico.
           Inoltre, come detto poc’anzi, essa si dimostrò fondamentale nell’air control e nella tatti-
           ca del terrore: la popolazione libica non aveva mai visto aerei, né era mai stata bombar-
           data dal cielo. Ricapitolando, in Libia l’aviazione, attiva in stretta cooperazione con il
           Regio Esercito, si dimostrò fondamentale come supporto alle forze terrestri: per i colle-
           gamenti, per la ricognizione fotografica ma anche per le azioni offensive, per la caccia e
           il bombardamento, per l’evacuazione dei feriti e per il trasporto dei materiali, arrivando
           in profondità come nessun altro mezzo, ovunque ce ne fosse bisogno. A testimonianza
           di ciò, nel 1926 il governatore della Cirenaica Mombelli faceva notare come in colonia
           nelle operazioni di COIN, il dispositivo aereo avesse assunto, giorno dopo giorno, un
           valore fondamentale.
               Fu così che dopo le ispezioni fatte proprio in colonia, Balbo garantì una serie di
           forniture per la Cirenaica, a partire dal 1927: furono inviati a Bengasi una decina di
           velivoli fra i bombardieri Caproni ca. 73 e gli Ansaldo a. 300/4, mentre gli aerei già pre-
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