Page 382 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           straniera, sotto l’egida della Società delle Nazioni, avrebbe avuto il controllo di tale
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           regione per un quindicennio (1920/1935) . Inoltre, un’espressa previsione statuiva di
           ricorrere alla volontà popolare al termine di periodo di governo per determinare espres-
           samente la volontà dei cittadini di quell’importante bacino minerario per esprimersi su
           una delle tre possibilità previste:
           -  a favore del ricongiungimento con la Germania;
           -  all’unione definitiva con la Francia;
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           -  al mantenimento dello Status quo .
              Era evidente che l’obiettivo francese fosse uno sfruttamento quanto più lungo pos-
           sibile del ricco bacino minerario e, il quindicennio sotto controllo della Società delle
           Nazioni, costituì il risultato degli sforzi d’Oltralpe. Va ricordato, inoltre, che tale periodo
           non fu esente da problemi tanto che, nel 1923, nell’acme della tensione tra i due Paesi,
           si ebbe lo sciopero di 75.000 minatori dal 5 febbraio al 15 maggio. La scelta di chiamare
           le truppe francesi per la gestione dell’ordine pubblico non fu esente dall’incrementare
           fortemente le tensioni anche in relazione alla compressione delle libertà individuali che
           alcuni provvedimenti speciali avevano sancito. Va ricordato, in tale sede, che il trattato
           di Versailles garantiva alcune prerogative ai cittadini della Saar come: la conservazione
           della nazionalità, delle leggi, dei tribunali, la libertà religiosa, scolastica e di lingua e
           l’esenzione dal servizio militare .
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              Di conseguenza, si arrivò alla costituzione di una forza di gendarmeria locale per
           consentire il ritiro dei francesi. La situazione si stabilizzò anche per il progressivo avvi-
           cinarsi della scadenza che avrebbe dato luogo alla manifestazione referendaria.
              Contestualmente, la situazione interna della Germania aveva visto l’ascesa al potere
           di Hitler con una nuova politica fortemente ostile al trattato di Versailles e a Francia
           e Gran Bretagna tanto da creare non poche difficoltà anche nell’ambito della Socie-
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           tà delle Nazioni . Una situazione, evidentemente, piuttosto complessa e difficile che
           avrebbe poi portato all’Anschluss dell’Austria e alla conferenza di Monaco del 1938
           con lo smembramento della Cecoslovacchia per assorbire anche la regione dei Sudeti.
           Non va dimenticato anche che la Saar divenne, per breve tempo, un rifugio temporaneo
           di oppositori politici al Nazismo tanto che si arrivò alla costituzione di un fronte unico
           contro l’annessione alla Germania che auspicava invece il mantenimento della regione
           sotto mandato della Società delle Nazioni.


           Il contingente internazionale di pace
              In tale contesto piuttosto acceso, il Consiglio della Società delle Nazioni, all’inizio
           del 1934, diede mandato ad un apposito comitato di proporre i mezzi necessari per ga-


           2    Nicolò Mirenna, I Carabinieri italiani nella Saar, in “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri”, a. XXII, n. 1 –
              Gennaio/febbraio 1974, pp. 69-79.
           3    Il trattato di pace con la Germania – Prima traduzione italiana sul testo definitivo, Milano, Quintieri, 1919,
              pp. 15-16.
           4    Andrea Crescenzi, Il contingente internazionale nella Saar in occasione del plebiscito del 13 gennaio 1935, in
              “Bollettino dell’Archivio dell’Ufficio Storico”, n. 7/8 gennaio/dicembre 2004, pp. 303-331.
           5    N. Mirenna, I Carabinieri italiani cit., p. 72.
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