Page 384 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           dell’insurrezione del 1929; inoltre, nel 1931,  una sua sezione era presente a Cipro con
           compiti ana loghi. Il 1° battaglione del Reggimento East Lancashire (già 30° Reggi-
           mento di fanteria), dopo la guerra mondiale aveva avuto diverse sedi di servizio quali
           “Bermuda - Jamaica - Malta - Quetta - Poona - Bombay - Shanghai e Catterick Camp
           nel Yorkshire”.
              Per quanto riguardava la scelta dei militari delle due compagnie della Reale Marina
           olan dese è da notare che si trattava unicamente di volontari a differenza delle altre unità
           olandesi, i cui effettivi contraevano una ferma iniziale di sei anni e ferme successive
           tanto che il “personale fu particolarmente scelto per il servizio nella Saar”. Il corpo pre-
           stava servizio in Patria e nei possedimenti coloniali, in mare e a terra. La sede stanziale
           era Rotterdam ma svolgeva “frequentemente servizio nelle Netherland East [Indonesia]
           e nelle Indie occidentali”.
              Complessivamente, il Contingente internazionale era composto da circa 3.300 mi-
           litari: 1.500 britannici, 1.300 ita liani, 250 olandesi e altrettanti svedesi. L’impegno in-
           ternazionale - che non prevede va, ovviamente, l’impiego di truppe francesi - era quindi
           maggiormente rappresentato dallo sforzo della Gran Bretagna e dell’Italia.
              Al fine di garantire la migliore riuscita della missione internazionale, la maggior
           parte dei Paesi scelse le unità che costituirono i contingenti nazionali sulla base del pre-
           stigio dei Reparti o delle reali capacità d’intervento in situazioni di crisi sebbene sembri
           interessante in tale sede sottolineare le differenti percezioni nella gestione dell’ordine
           pubblico, ove quella inglese era senza dubbio la più robusta.
              A proposito della presenza dell’Italia si può affermare che costituisce la continua-
           zione di precedenti missioni condotte da corpi di spedizione all’estero, a partire dalla
           fine del XIX secolo nel mutare del quadro politico-internazionale, con la presenza di
           contingenti nazionali allo scopo di mantenere elevato il proprio prestigio internazionale
           sulla linea della cosiddetta “sindrome di Crimea”, ovvero sulla scia del successo politico
           internazionale ottenuto con la partecipazione sardo-piemontese a tale campagna bellica .
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           II contingente internazionale era posto agli ordini del maggior generale inglese John
           Edward Spencer Brind che già aveva retto, precedentemente, il comando della quarta
           divisione di fanteria.

           Il contingente italiano
              Innanzitutto, si deve precisare che la catena di comando nazionale era particolarmen-
           te accentrata. In particolare, il comandante del contingente era direttamente dipendente
           dal Sottosegretario del Ministero della Guerra, generale Federico Baistrocchi, giunto
           al vertice della sua ascesa politica per la competenza professionale e per la militanza
           politica in un periodo in cui Mussolini aveva assunto l’interim del Ministero e lasciato
           a questo l’incarico politico insieme a quello di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito . È
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           interessante sottolineare tale catena di comando per alcuni motivi: innanzitutto si deve

           7    Antonello Biagini – Leopoldo Nuti, Note sulla partecipazione italiana a corpi di spedizione internazionali in
              “Studi Storico-Militari 1994”, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, 1996, pp. 497-498.
           8    Su Federico Baistrocchi si veda Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana,
              vol. V – Bacca-Baratta, 1963, ad vocem.
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