Page 389 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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ActA
Il referendum
Con i reparti oramai insediati e in grado di poter operare rapidamente dopo i primi
giorni dedicati all’accasermamento, alle esercitazioni e, in generale, alla preparazione
di tale significativo momento, si svolse il plebiscito del 13 gennaio. Furono assegnati al
controllo del contingente italiano 320 seggi elettorali e 81 di questi, siti in quattro centri
minerari reputati più difficili per la situazione dell’ordine pubblico, furono assegnati ai
Carabinieri e in particolare: Quierschied, Friedrichsthal, Sulzbach e Dudweiler.
Per quanto riguarda l’organizzazione della sicurezza delle operazioni elettorali, i
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compiti furono organizzati su tre fasi :
- dalle ore 8 alle ore 20 del giorno 13 gennaio (durante le operazioni di voto), le truppe
sarebbero rimaste nei propri accantonamenti “a disposizione della commissione di
governo per il rispetto alle leggi ed il mantenimento dell’ordine pubblico”;
- dalle ore 20 del 13 gennaio alle ore 8 del 14 sarebbe scattata la vigilanza sulla raccol-
ta delle urne e la scorta dalle sedi dei municipi ai treni speciali;
- dalle ore 8 sino a cessata esigenza, tutte le truppe sarebbero rimaste a disposizione in
attesa dell’evolversi della situazione.
Lo svolgimento delle elezioni fu regolare e non vi furono incidenti da segnalare tanto
che i contingenti non direttamente impegnati nella vigilanza dei seggi e nel trasporto
delle urne elettorali rimasero all’interno degli accantonamenti.
La notte del 13 sul 14 si procedette al concentramento delle urne elettorali con alcu-
ne autocolonne che raggiunsero quattro stazioni ferroviarie della regione ove appositi
treni speciali, di cui uno scortato dagli italiani, proseguirono il trasporto delle urne fino
a Saarbrücken ove una commissione apposita avrebbe proceduto allo spoglio elettorale.
Il 15 gennaio furono confermati i risultati dello spoglio referendario: 477.119 voti
a favore della riunificazione con la Germania, 2.124 per l’annessione alla Francia sui
528.005 votanti, mentre una modestissima minoranza si era dichiarata a favore dello
Status quo . Con la diffusione delle prime notizie che riportavano gli esiti favorevoli
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alla riunificazione con la Germania, la maggior parte dei cittadini della regione scese
in piazza dando vita a numerosi cortei per celebrare la vittoria referendaria in località
che rimasero illuminate tutto il giorno per l’occasione. In effetti, i risultati erano stati
superiori alle attese. Nonostante l’apparente compostezza delle prime manifestazioni,
si ebbero alcuni incidenti tra coloro i quali avevano ottenuto il successo e i pochi filo-
francesi, uniti agli oppositori di sinistra che avevano parteggiato per la permanenza di
un governo internazionale sulla regione. Queste ultime due categorie, in particolare,
iniziavano a subire le violenze e le minacce di alcuni degli elementi più accesi del fronte
avverso, nonostante gli ordini di Hitler fossero di mantenere la calma più assoluta in
attesa che la Germania tornasse formalmente in possesso di quella porzione di territorio
sottrattale con il Trattato di Versailles.
In ogni caso, il mandato assegnato alla forza internazionale era stato assolto e da quel
momento si sarebbe dovuto attendere unicamente l’ordine di rientro in patria.
23 N. Mirenna, I Carabinieri italiani cit., p. 77.
24 Altrove è sottolineato che le schede a favore dello Status quo furono inferiori a quelle nulle. P. Crociani, Gli
Italiani cit., p. 56. Inoltre, si veda anche N. Mirenna, I Carabinieri italiani cit., p. 77.

