Page 394 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           più alti all’interno dell’Arma dei Carabinieri, a testimonianza della evidente attestazione
           dei meriti che questi avevano già dimostrato nel corso di una breve ma importante espe-
           rienza estera quale quella vissuta nella Saar dove il contesto politico e internazionale si
           presentava piuttosto problematico.

           Conclusioni
              In definitiva, l’opera degli Italiani in generale e dei Carabinieri in particolare, durante
           i pochi mesi di permanenza nel bacino minerario, si distinse soprattutto per la grande
           capacità del personale di mantenere una posizione equilibrata benché, appare evidente
           ipotizzare, vi fossero simpatie politiche che non influirono né dal punto di vista formale,
           né da quello sostanziale a garantire il regolare svolgimento del plebiscito. In più, i Cara-
           binieri svolsero una capillare opera di raccolta di dati informativi elaborandoli attenta-
           mente in informazioni per offrire così un significativo contributo alla conoscenza diretta
           dell’evoluzio ne sociale, politica ed economica della regione della Saar, nonché di tutta
           la Germania oramai saldamente nelle mani del partito nazionalsocialista.
              In tale sede, si ritiene significativo ricordare i riconoscimenti tributati dal generale
           Visconti Prasca a due ufficiali dei Carabinieri, il capitano Domenico Luchetti e il tenente
           Adamo Markert. Il primo fu encomiato solennemente con tale motivazione: “Addetto al
           servizio informazioni del Battaglione dei CC. RR. della Saar svolse per tutto il periodo
           di permanenza delle truppe nel territorio suddetto il suo delicato incarico con intelligen-
           za e abilità, riuscendo utilissimo elemento di collaborazione col Comando del Contin-
           gente Italiano nella Saar”, mentre il secondo perché “Ufficiale appartenente al Coman-
           do del contingente italiano truppe italiane nella Saar, incaricato di un viaggio a scopo
           informativo in un confinante stato straniero, assolveva brillantemente la sua delicata
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           missione” . In particolare Markert, conoscitore della lingua tedesca, aveva avuto la pos-
           sibilità di raccogliere ulteriori elementi informativi in Germania per fornire un quadro
           di situazione ancora più efficace e coerente con quanto stava accadendo in quel Paese.
              Un riconoscimento evidente alle non comuni capacità di sviluppare un’attenta attivi-
           tà estremamente delicata e irta di ostacoli che fu ricompensata dalla ricca raccolta di dati
           e informazioni. In linea generale, tuttavia, si deve riconoscere che il contributo italiano,
           nato sotto gli auspici di una volontà politica egemone nell’Europa di quel periodo, seppe
           essere determinante e non invasivo nel delicato periodo elettorale. Non si dimentichi che
           la Saarforce rappresentava uno strumento di reazione rapida nel caso in cui la situazione
           politica e sociale di quei giorni fosse sfuggita ai legali rappresentanti del governo della
           regione. Tuttavia, non vi fu bisogno di alcun intervento. Ciò che emerse pesantemente
           da tale esperienza fu la capacità catalizzatrice del movimento nazista che aveva raccolto
           intorno a sé quasi tutte le forze di un Paese che, di lì a pochi anni, avrebbe portato morte
           e distruzione in Europa e non solo.
              In definitiva, se i militari italiani si erano saputi ben distinguere durante la perma-
           nenza in territorio estero, al fianco di militari di altri Paesi, l’esperienza si era dimostrata
           oltremodo utile per raccogliere e elaborare i dati a proposito della situazione politica e
           33  Entrambe le motivazioni anche in Maria Gabriella Pasqualini, Missioni all’estero dei Carabinieri 1855-1935,
              Roma, Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, 2001, pp. 182-188.
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