Page 390 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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390 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
L’esito delle consultazioni referendarie e la bella prova offerta dalla Saar-
force trovano riscontro nella felice sintesi delle parole di apprezzamento espresse dal
generate Brind: “Desidero esprimere ai comandanti dei contingenti di ogni nazione il
mio com piacimento ed i miei ringraziamenti per la perfezione, l’efficienza e l’energia
colle quali sono stati eseguiti i compiti relativi al plebiscito della Saar durante la
giornata 13 e la notte 13-14 gennaio. Il compito affidato ai contingenti era, dal punto
di vista militare, insolito e per l’a dempimento di questo si infrapponevano difficoltà
di lingua e condizioni climatiche per le quali le operazioni divenivano più difficili.
In quasi tutte le contingenze queste difficoltà venivano superate in modo che io
considero assai lodevole. Felicito i comandanti ed i loro stati maggiori, gli ufficiali,
sottufficiali e truppe della forza internazionale e li ringrazio per la loro cooperazione
abile e sincera”.
L’attività informativa dei Carabinieri
Al fine di assolvere in maniera ottimale i compiti assegnati al contingente italiano,
il tenente colonnello Peano costituì, agli ordini del capitano Domenico Luchetti, “un
servizio informazioni, per [avere] un giornaliero notiziario sulla situazione politica della
zona di dislocazione del reparto e del territorio”. Ciò per acquisire elementi di informa-
zione sulla situazione di tutto il bacino minerario e non solo della zona di competenza
del battaglione carabinieri, “mettendosi in grado di raccogliere giornalmente abbondanti
notizie e preziosi dati e segnalare sempre tempestivamente quanto costituiva elemento
utile di orientamento. Esteso tale servizio anche alle regioni tedesche confinanti con la
Saar, ne furono ricavati effettivi ed utili elementi” . Nuclei di carabinieri furono anche
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impiegati nell’ambito del contingente italiano per attività di vigilanza preventi va, tesa a
contrastare una probabile attività spionistica da parte di altri Paesi come la stessa Ger-
mania.
L’attività del contingente carabinieri iniziò ad esplicarsi immediatamente: già negli
ulti mi giorni del 1934 gli organi dell’Arma registrarono “voci tendenziose dei sosteni-
tori dello statu quo su un trapasso disastroso della moneta francese a quella germanica,
ove la Germania fosse per prevalere. Si delinea un certo esodo di capitali dalle banche
locali verso le banche francesi”.
Nello svolgimento di tale delicatissimo compito, ad esempio, i Carabinieri colsero
subito che gli abitanti di religione cattolica erano stati particolarmente colpiti dalle di-
chiarazioni dei vescovi di Treviri, Magonza e Colonia a favore del voto per l’unificazio-
ne con la Germania. Inoltre, le iniziative politiche nell’ambito del referendum avevano
fatto registrare due principali manife stazioni tenutesi il 6 gennaio 1935, una a favore
dell’annessione alla Germania, con la pre senza di circa 180.000 partecipanti e un’altra a
favore dello statu quo, con la partecipazione di circa 80.000 cittadini.
L’11 gennaio, oramai a pochissime ore dalle operazioni di voto, un notiziario del
battaglione Carabinieri sottolineava “un senso di pessimismo sorto in campo nazista
sull’esito del plebiscito” e che “le previsioni che, in tale meno favorevole atmosfera,
25 MSCC, AS faldone 348, lettera n. 224 di prot. Op. datata 15 marzo 1935 a firma del generale Visconti Prasca.

