Page 387 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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Il 23 dicembre anche il battaglione prese parte alla resa degli onori per l’arrivo in Te-
atro operativo del comandante del contingente italiano per essere poi passati in rassegna
dal generale Brind che, progressivamente, stava assumendo il comando delle differenti
unità nazionali che avrebbero fatto parte del corpo di spedizione internazionale.
La condotta degli Italiani nella Saar
Sin dai primi momenti furono impartite disposizioni in grado di “far fronte alla non
chia ra né facile situazione, raccomandando riservatezza ed austerità di contegno, specie
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nei rap porti verso la popolazione locale” , anche tenuto conto di alcuni atti ostili da
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parte di igno ti verso il contingente internazionale . Di conseguenza, furono dislocati
piccoli nuclei di carabinieri presso ciascuno dei battaglioni granatieri rispettivamente a
Saarbrücken e a Dillingen. Fu determinato di “vietare il transito di militari isolati, specie
nelle ore notturne, fuori caserma”, tanto che i militari in libera uscita non potevano esse-
re meno di 4, anche tenendo conto delle possibili ripercussioni in ambito internazionale,
nonché del rischio concreto da parte di militari della Saarforce di subire attacchi.
I Carabinieri poi, furono dislocati “nella zona più difficile della Saar (bacino mine-
rario di Sulzbach e Dudwieler), roccaforte degli elementi comunisti” portando “l’imme-
diata tranquillità in quella zona, ove con maggiore probabilità erano previsti disordini”.
In ogni caso, va riconosciuto che il battaglione Carabinieri Reali riuscì a farsi immedia-
tamente apprezzare tanto che gli ufficiali furono inviatati “alla veglia organizzata il 31
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dicembre a Saarbrücken presso il Circolo delle Miniere della Saar” .
Per quanto riguarda il comportamento in generale degli Italiani si deve segnalare che
non vi furono particolari situazioni di crisi e che tutto sommato i due principali schie-
ramenti politici si mantennero distanti dal provocare il contingente nazionale. L’unico
incidente con la popolazione ebbe luogo la notte di Natale del 1934 quando “un sottote-
nente del II Granatieri, nel corso di un’ispezione, venne colpito alla testa da una sassata
ad opera di uno sconosciuto, che riuscì ad evitare la reazione a fuoco dell’ufficiale” .
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Il generale Visconti Prasca, in particolare, circa il servizio svolto dai Carabi nieri
nella Saar, si esprimeva in modo più che positivo al rientro in Italia: “dopo qualche
tempo di soggiorno nella Saar, i Carabinieri Reali si sono affermati, come ovunque,
tutori naturali ed eccellenti dell’ordine pubblico”.
A conferma dell’efficacia di tale opera, va anche ricordato il ringraziamento espresso
dal borgomastro di Sulzbach e ripreso dai giornali locali che, in particolare, elogiò il
comporta mento tenuto dai carabinieri nel corso della missione di osservazione ed in-
terposizione, non ché “la benefica iniziativa del cmdt. di btg. [comandante di battaglio-
ne, il tenente colonnello Peano] che ha distribuito giornalmente alle persone indigenti
una forte quantità di pane”. Inoltre, è interessante osservare che i Carabinieri “ben pre-
15 MSCC, AS, faldone 348, Diario Storico Militare del Battaglione Carabinieri Reali nella Saar, dicembre 1934
– marzo 1935.
16 Altrove è precisato che furono “impartite precise direttive sul comportamento che il reparto avrebbe dovuto
tenere in territorio straniero” già prima della partenza, N. Mirenna, I Carabinieri italiani cit., p. 74.
17 N. Mirenna, I Carabinieri italiani cit., p. 75.
18 P. Crociani, Gli Italiani nella Saar 1934-1935 cit., p. 56.

