Page 385 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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notare l’assenza di una struttura dedicata alla gestione di contingenti all’estero sebbene,
in realtà, tale compito sarebbe dovuto ricadere sullo Stato Maggiore Generale (o dell’E-
sercito). Si nota, quindi, la volontà politica chiara ed evidente di voler avere una catena
di comando e di controllo molto stretta al vertice politico del Paese nella persona del
Primo Ministro e, per un lungo periodo, Ministro della Guerra ad interim, attraverso la
mediazione del Sottosegretario e Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Bai-
strocchi.
Dunque emerge il bisogno di esercitare un controllo quanto più diretto ed esercitabi-
le verso il comando del Contingente nazionale. Infatti, dal Sottosegretario Baistrocchi
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dipendeva il neo promosso generale di brigata Sebastiano Visconti Prasca (già aveva
operato in Slesia dodici anni prima, poi era stato addetto militare a Belgrado dal 1924
al 1930 e, successivamente alla missione nella Saar, addetto militare a Parigi e quindi a
Berlino), il quale aveva a disposizione il comando del contingente nazionale (Comando
Truppe Italiane nella Saar) retto dal colonnello di stato maggiore Giovanni Battista Oxi-
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lia , il Reggimento granatieri di formazione, comandato dal colonnello Carlo Melotti, il
battaglione Carabinieri reali agli ordini del tenente colonnello Emilio Peano, nonché il
piccolo reparto carri e tutti i supporti logistici.
Il reggimento Granatieri di formazione era composto, come già ricordato, da militari
del 1° reggimento Granatieri per il 1° battaglione e del 2° e 3° reggimento per il 2° bat-
taglione. Ogni battaglione era organizzato su 3 compagnie ognuna su tre plotoni fucilieri
e uno mitraglieri con una forza di 5 ufficiali, 6 sottufficiali e 100 militari di truppa. Tale
unità di formazione era completata dalla bandiera del 1° reggimento e dalla banda.
Il battaglione Carabinieri Reali di formazione era organizzato su di un comando bat-
taglione (su 4 ufficiali, 5 sottufficiali e 6 carabinieri) e 3 compagnie ciascuna con una
forza di 4 ufficiali, 16 sottufficiali e 90 tra appuntati e carabinieri.
Relativamente al battaglione CCRR si deve precisare che i militari furono tratti dalle
varie legioni territoriali (con le eccezioni di quelle insulari) e da quella allievi evitando
esplicitamente di accettare eventuali volontari originari del Trentino Alto Adige e della
Venezia Giulia, anche se tra i requisiti da valutare vi sarebbe stata la conoscenza della
lingua francese o tedesca. La disposizione emanata dal Comando Generale indica pun-
tualmente che la scelta doveva ricadere su “elementi ottimi per intelligenza, prestanza
fisica, e possibilmente, conoscenza di lingue”. Il battaglione fu costituito presso la Le-
gione allievi Carabinieri Reali e tutti il numero complessivo dei Carabinieri che avrebbe
9 A proposito del Visconti Prasca si rinvia a Piero Crociani, Gli Italiani nella Saar 1934-1935 in “Informazioni
Difesa”, n. 2/2007, pp. 53-56. Poco prima aveva pubblicato un volume intitolato “La guerra decisiva”
(Milano, Grossi, 1934) che ottenne un giudizio lusinghiero da parte di Mussolini. Sebbene nella Saar ebbe
l’opportunità di mettersi in mostra riscuotendo un certo favore, in realtà, Visconti Prasca fu ritenuto il
responsabile del disastroso attacco alla Grecia condotto nel 1940, nel corso del Secondo Conflitto Mondiale,
sul quale poi scrisse un volume auto assolutorio,
10 Oxilia successivamente avrebbe raggiunto il grado di generale di divisione, poi ricoperto l’incarico di
Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito nel 1944 e quindi di sottosegretario al Ministero della Guerra nel
1° Governo Bonomi, per reggere nel 1945 il Corpo della Guardia di Finanza divenendone il 12° Comandante
Generale sino al 1947, http://www.gdf.gov.it/GdF/it/Chi_siamo/Storia_del_Corpo/I_Comandanti_
Generali/info1475635503.html .

