Page 393 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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          treni che la riportavano a Roma mentre un contingente più piccolo costituì un reparto di
          formazione al quale fu concessa una sfilata celebrativa a Parigi sotto l’Arco di Trionfo.
          In quegli stessi giorni, il 16 febbraio, presero avvio, sotto la presidenza di un italiano,
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          l’ambasciatore Pompeo Aloisi , figura particolarmente significativa nella diplomazia
          italiana del tempo, a Napoli i negoziati tra Francia e Germania per il passaggio dei poteri
          sul territorio della Saar .
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             Progressivamente, si organizzò il successivo rimpatrio anche dell’ultima aliquota di
          uomini che aveva avuto il privilegio di marciare a Parigi.
             L’esperienza italiana terminò a tutti gli effetti il 5 marzo 1934 quando, terminati tutti
          i movimenti di truppe dalla Saar, il contingente al completo fu passato in rassegna dal
          re Vittorio Emanuele III nel corso di una cerimonia all’interno della caserma Macao di
          Roma.

          I destini di alcuni uomini (Peano, Luchetti e Markert)
             A completamento di quanto detto, si è ritenuto significativo rappresentare brevemen-
          te i destini di alcuni ufficiali dei Carabinieri che avevano preso parte al successo del
          Contingente italiano nella Saar, dimostrando di essere veri protagonisti di tale interes-
          santissima esperienza estera. In particolare, l’attenzione si è concentrata su tre di questi:
          il tenente colonnello Peano, il Capitano Luchetti e il Tenente Markert.
             L’esito della carriera per il Tenente Colonnello Peano non fu infelice, poiché terminò
          la carriera di lì a pochi anni con il grado di generale di brigata. Richiamato in servizio
          durante il Secondo Conflitto Mondiale fu catturato dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8
          settembre 1943, mentre si trovava nei Balcani e rimase internato in mano germanica fino
          alla fine della Guerra per ritornare in Italia nell’autunno successivo .
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             Il Capitano Luchetti, all’atto dello scoppio delle ostilità si trovava in Africa Orientale
          Italiana e lì fu catturato dagli inglesi, rimanendo in prigionia in mano alleata sino al
          1946. Proseguì poi la carriera, una volta rientrato in Italia, sino a conseguire il grado di
          generale di Brigata e reggere il comando di una brigata Carabinieri negli anni Cinquan-
          ta .
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             Per quanto riguarda invece il tenente Markert, il più giovane dei tre, questi proseguì
          brillantemente la sua carriera nell’Arma dopo la Guerra raggiungendo, al termine di
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          essa, il grado di generale di Divisione dell’Arma .
             Tali brevissimi cenni biografici intendono portare all’attenzione le figure di alcuni
          ufficiali che, negli sviluppi successivi delle rispettive carriere, hanno raggiunto i gradi


          28  Per la carriera si rimanda alla scheda dell’Ambasciatore  Aloisi sul sito istituzionale del Senato della
             Repubblica, http://notes9.senato.it/web/senregno.nsf/4038162380009750c125703d004eed42/d41e9983
             5d6292644125646f00584133?OpenDocument, consultato il 24 settembre 2013.
          29   N. Mirenna, I Carabinieri italiani cit., p. 78.
          30  Si veda una brevissima nota biografica in Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Archivio Fotografico,
             posizione I- 3-830.
          31   Si vedano gli Annuari degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri dal 1940 sino al 1959.
          32    Un  breve  profilo  biografico  in  “Le  fiamme  d’argento  –  Organo  ufficiale  dell’Associazione  Nazionale
             Carabinieri”, a. IV – n. 10 (ottobre 1959), p. 159.
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