Page 347 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          rinominato 46° reggimento. Nonostante fosse quello peggiormente equipaggiato, con i
          modelli aerei più arretrati, questo reggimento si sarebbe contraddistinto anche come il
          più  premiato ed il  più capace dei  tre.  I tedeschi temevano le  loro azioni notturne al
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          punto da soprannominare le donne del 588°, streghe della notte, die Nachthexen . E’
          bene comprendere che quando si sente parlare di streghe della notte, si tratta di un ap-
          pellativo  riferito al solo 588°  reggimento, spesso nelle  poche  citazioni  che  si fanno
          di loro, si tende a fare dei tre reggimenti tutto un fascio; le sole ragazze del 588° erano
          Nachthexen.
             Irina Rakobolskaya, era studentessa della facoltà di fisica, venne arruolata come vo-
          lontaria dopo la chiamata della Raskova, nonostante volesse divenire pilota, venne sele-
          zionata come navigatrice. Subito fu nominata capo del personale del 588° reggimento,
          ancora in vita, oggi ricorda:
             «C’è da dire che all’inizio, proprio all’inizio, quando cominciammo a volare, i reg-
          gimenti  maschili  ci  chiamavano  ridacchiando...’Cosa volete  che facciano?’  altri  ci
          prendevano semplicemente in giro.
             ‘Dove volete che vadano queste ragazze? Cosa possono fare?’ Ci sentivamo molto
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          offese».
             «All’inizio non filava tutto liscio, c’erano l’amarezza e il dolore delle prime perdite,
          incidenti causati da inesperienza e problemi di disciplina, eravamo tormentate da conti-
          nue trasferte e i rifornimenti erano inadeguati. Tuttavia la nostra determinazione pagò,
          in due o tre mesi eravamo al livello dei reggimenti maschili. Di conseguenza veniva-
          mo trattate diversamente. I nostri fanti ci chiamavano “creature celesti” i piloti uomini
          “sorelline”. Combattevamo ogni giorno meglio e dopo otto mesi ricevevamo il massimo
          riconoscimento: il nostro reggimento di sole donne divenne il primo nella divisione ad
          ottenere il titolo onorifico di Guardie. In una notte noi compivamo più voli dei reggi-
          menti degli uomini, noi donne volavamo semplicemente di più. Eravamo più efficienti
          e così iniziarono a considerarci un prodigio. »  34
             «...per l’intera notte tutte le ragazze stavano sedute nel loro aereo, non andavano a
          casa a dormire, restavano in aereo, e dicevano perfino di non poter dormire se non sen-
          tivano sotto il gomito i bordi dell’aereo, aspettavano tutto il tempo sedute. Non appena
          il tempo lo permetteva decollavano, immediatamente, e iniziavano il loro volo. Invece
          gli uomini seguivano la legge, e secondo la legge, non c’era bisogno di aspettare seduti
          dentro l’aereo, per cui andavano in caserma a dormire, se cambiava il tempo venivano
          svegliati con la sirena, ma intanto che si vestivano, che salivano sull’automobile che li
          doveva portare all’aeroporto, noi eravamo già in volo. »  35 e 34
             « come Vice Comandante stavo tutta la notte su un aeroporto temporaneo avanzato,
          mentre gli altri svolgevano le missioni. Avevo una mappa speciale che indicava quando
          ogni equipaggio sarebbe arrivato sul bersaglio ed ero così vicina alle linee del fronte


          33  GOODPASTER STREBE A. Flying for Her Country: The American and Soviet Women Military Pilots
             of World War II (2007) p.p. 19-21
          34  Trascrizione dell’intervista televisiva concessa dalla Rakobolskaya, 12/10/2012
          35  RUNDEV E.M., RAKOBOLSKAYA I. Mentre il cuore batte. Diari e lettere di Eroe dell’Unione So-
             vietica - (1954, 1958, 1995).
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