Page 352 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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992 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
I profughi di Parga nella produzione umanistica italiana
marzia NoCIllI
“O patrie! O Parga, long-temps fière et sans maître,
L’Anglais te vend à l’or d’un Visir menaҫant!
Fuyez, vils habitans, fuyez l’antique Epire!
Dit un impie Aman, affamé de nos biens:
Errez, perdez vos murs, vos temples, votre empire;
Tombe à jamais la croix et les derniers chrétiens!” 1
arga era una piccola cittadina costiera, ai primi dell’Ottocento l’estrema enclave
P cristiana dell’Epiro, in un’area dominata dagli Ottomani. L’architettura della città
vecchia porta ancora i fregi della lunga presenza veneziana: il sistema di fortificazione,
la struttura resa in caseggiati vicini con stretti vicoli inespugnabili, e il leone della Sere-
nissima all’entrata del Castello ne sono la testimonianza.
Le vicende storiche di questa piccola città riflettono i mutamenti e i rovesci che nel
periodo di passaggio tra fine Settecento ed i primi decenni dell’Ottocento attraversano
l’Europa.
La caduta della Serenissima ne sigla la cessione, con il Trattato di Campoformio, ai
francesi che lasceranno brevemente la città a seguito dell’ennesima aggressione di Alì
Pashà, il feroce governatore ottomano dell’Epiro.
La corrispondenza intercorsa fra il visir e le autorità cittadine della piccola città ven-
ne pubblicata nel 1820, insieme ad altra documentazione e con una ricca ricostruzione
degli accadimenti che portarono all’esilio, con il solo nome dell’editore Amaury Duval,
celando la vera identità dell’autore, il patriota greco Mustoxidi, nel testo “Exposé des
faits qui ont précédé et suivi la cession de Parga”. E’ un Ali Pashà, fresco vincitore della
Battaglia di Nicopolis ed artefice del massacro della città di Prevesa (“Χαλασμός της
Πρέβεζας”) dove entra il 13 ottobre 1798, a scrivere alla autorità cittadine di Parga.
La sera stessa della sua conquista di Prevesa da quella città il visir scrisse ai par-
ganiotti: “Non scrivo più a voi Parganiotti, perché vi ho già scritto, e non avete voluto
prestare attenzione alle mie parole. Voi agite con orgoglio; ma questo orgoglio non può
causarvi che delle sventure, anche se in questo momento altri sono gli affari di cui mi
occupo. Non mi auguro la vostra rovina. Saremmo dei vicini come già eravamo. La mia
volontà non è di distruggervi o di mandarvi dei Turchi. Soltanto cacciate ed uccidete i
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Francesi, che si trovano presso di voi” .
1 Népomucène Lemercier, Hymne Funèbre sur Parga, in Chants Heroîques des Montagnards et Matelots Grecs,
Chants héroîques des Grecs de Souli, Paris, 1824
2 Duval Amaury, Exposé des faits qui ont précédé et suivi la cession de Parga, 1760-1838, Ouvrage écrit
originajrement, en grec, par un Parganiote, et traduit en français par un de ses compatriotes, pubblicato da Duval
Amaury, membro dell’Istituto Reale di Francia, Imprimerie de P. e F. Dupont, Hotel des Fermes, Paris, 1820,p. 15

