Page 355 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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Zalongo” , esso ispirò un noto canto tradizionale greco, che porta lo stesso nome e reci-
ta: “I pesci non possono vivere sulla terra, non i fiori sulla sabbia, e le donne di Souli non
possono vivere senza la libertà […] Le donne di Souli non solo hanno imparato come
sopravvivere ma sanno anche come morire e non tollerare la schiavitù” .
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Lo stesso evento eroico venne ritratto, del pittore Ary Scheffer con la tela “Les fem-
mes Soulites”, presentato al Salone del 1827, oggi conservato ed esposto presso il Mu-
seo del Louvre.
Il Trattato di Tilsit tra Francia e Russia, del 7 luglio 1807, sancì l’alleanza anti-otto-
mana dei due Stati in cambio della restituzione alla Francia dell’antico “Dipartimento
dell’Egeo”. D’allora fino al 1814 i francesi veglieranno sulle sorti della città, con una
guarnigione di 150 granatieri, sotto il comando del colonnello Hadgi Nicole, cristiano
e suddito ottomano. Lo scaltro Alì Pashà, governatore dell’Epiro, pensò bene di gua-
dagnarsi i favori del colonnello francese scrivendogli una lettera, narra Dumas, volu-
tamente non recapitata ma lasciata intercettare dalle autorità parganiotte, contenente la
proposta di lasciare Parga agli Ottomani, considerate le recenti disavventure militari
francesi sulla Beresina e a Lipsia dell’ottobre 1813, in cambio sarebbe stato rimosso
ogni sequestro, ormai lungo diciassette anni, dalle sue proprietà a Teheme, in grazia
della rinnovata stima del Sultano per il servigio che gli avrebbe reso.
Conosciuta questa corrispondenza le autorità di Parga demandarono al signor Gior-
gio Foresti (console inglese) di trattare in gran segreto con il capitano Garland. Egli, al
comando delle truppe britanniche appena stanziatesi a Paxos, avrebbe dovuto svolgere
il ruolo di intermediario con il generale Campbell con la supplica di occupare Parga, per
farle scampare il pericolo dell’invasione turca. I negoziati con gli inglesi non ebbero
esiti entusiasmanti tanto che i britannici pretesero la firma di un atto di sottomissione
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delle autorità di Parga e che venisse issata la bandiera inglese sulla cittadella, al posto
di quella francese, per unire i propri destini a quelli delle isole dello Jonio, già occupate
dai britannici.
Questa operazione era meno semplice di quanto si potesse immaginare dato che la
cittadella era la roccaforte dei francesi, difesa da trenta bocche da fuoco e dall’intera
guarnigione militare. Si preferì procedere con astuzia: la vedova Turcolani abitava vi-
cino alla cittadella e, narra Dumas, divenne l’agente del “tradimento” e, dopo il segreto
sbarco a Parga di duecento inglesi, si presentò alla porta della fortezza e chiamò: la
porta venne aperta. La sentinella venne imbavagliata, i soldati sorpresi, fatti prigionieri
9 Il componimento “La danza di Zalongo” si riferisce ad un accadimento occorso durante l’assedio di
Ali Pashà della città di Souli, il 16 dicembre del 1803, un gruppo di suliote in fuga sul monte di Zalogo
vennero circondate dalle truppe ottomane e pur di non consegnarsi gettarono i propri figli dalla rupe e poi
si suicidarono, in Papoutsy C., The Dance of Zalongo, Live free or die, Ελευθερία ή Θάνατος, Independent
Publishing Platform, ISBN 1477538356, 2012
10 Estratto del testo del brano in lingua originale: “Στη στεριά δε ζει το ψάρι,ούτ’ ανθός στην αμμουδιά, Κι οι
Σουλιώτισσες δεν ζούνε, δίχως την ελευθεριά […] Οι Σουλιώτισσες δε μάθαν, για να ζούνε μοναχά, Ξέρουνε
και να πεθαίνουν, να μη στέργουν στη σκλαβιά”
11 I sottoscriventi parganiotti dell’atto di sottomissione del 17 marzo 1814 erano: Panagioti Dessila, Niccolò
Dessila Zuco, Giorgio Vassila, Giannuzzo Maurogianni, Costantino Dessila Mastraca, Panagioti Sullar
Atanagio Pezzali, Marco Maniachi e Spiridione Maurogianni, in F. Charles, H.L. Pouqueville, Storia della
rigenerazione della Grecia dal 1740 al 1824, tradotta e illustrata da Stefano Ticozzi, 1825, vol. 2, p. 216.

