Page 350 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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990 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
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proiettato al Festival internazionale dei documentari, ad Amsterdam .
Irina Rakobolskaya, ricorda infine: «quando finì la guerra, io e la mia vice Ylenina,
ci giurammo, che alla fine della guerra ci saremmo incontrate al teatro Bolshoi , il 2
maggio di ogni anno alle 12:00. Ci siamo incontrate ogni anno, alle 12:00, al giardinetto
del Bolshoin, all’inizio ci incontravamo noi, poi cominciammo a portare i nostri
bambini. I nostri figli sono cresciuti e noi abbiamo iniziato a lasciare questo mondo, ora
continuano ad incontrarsi i nostri figli » 34
Le veterane e i loro familiari si incontrano infatti ogni anno al teatro Bolshoi, il 2
maggio e l’8 novembre, per raccontare i loro successi lavorativi, parlare della loro vita,
dell’eredità, la memoria da lasciare ai loro nipoti.
Concludiamo con questo messaggio di grande speranza, lasciato da una veterana,
sull’importanza del ricordo e della memoria storica:
« Sì, lo so, una donna può fare qualsiasi cosa! Ma ora, quando è notte e tutti
dormono accade ancora, che se vediamo una colonna di fuoco all’orizzonte, la sensazio-
ne che ci pervade è particolarmente acuta: questo non dovrebbe più accadere! Vogliamo
che i nostri figli e nipoti non vedano mai bruciare i loro amici in aerei e carri armati, mai
siano soffocati nelle città che bruciano, vogliamo che la terra per loro rimanga verde,
bella, tranquilla ... Ma per fare in modo che continui ad essere così, non dobbiamo di-
menticare ciò che è stato! » 35
In fondo il compito della memoria è questo: «la memoria di un popolo è un
patrimonio che ne orienta il destino, ma, nella misura in cui serba traccia degli scacchi
subiti e degli errori commessi, è anche lo strumento che permette di apprendere dall’e-
sperienza e di perseguire nel futuro la realizzazione delle promesse che il passato ha
lasciato inadempiute. » Paolo Jedlowski, sociologo dei processi culturali.
Conclusioni
Come si è potuto notare, l’approccio dell’elaborato non è di tipo tradiziona-
le, non sono state riportate nel dettaglio le battaglie aree, i successi, le sconfitte delle
aviatrici russe; si è dato più peso alle loro testimonianze. Conoscere il contesto storico,
politico, bellico è importante, ma questo non può che restare la base da cui la ricerca
storica, soprattutto la ricerca storica memoriale, deve partire. Si ha la fortuna di poter
ascoltare queste donne, di vederle parlare e leggere le loro interviste, i loro occhi, le
loro memorie, i loro diari. La ricerca storica memoriale non può significare presentare
solo cronistorie; quando si tratta di memoria lo storico decide di dedicarsi ad un parti-
colare caso storico, perché si sente vicino ad esso, a quella realtà. Se la scelta ricade su
un dato argomento è perché siamo mossi da qualche ragione che ci spinge a trattarlo,
un’identità, un’emozione, un nostro ricordo, un senso di appartenenza. Lo studio della
memoria è generato da questo animo.
Tuttavia il sentimento dello storico, lo spirito con cui lo storico inizia la ricerca, non
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