Page 348 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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988                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           che potevo vedere ogni aereo sull’obiettivo. In alcune occasioni, quando vedevo i nostri
           aerei abbattuti in fiamme, potevo, attraverso la mappa, calcolare chi stesse bruciando
           in aria. L’angoscia mi paralizzava, era come se fossi stata cieca e sorda. Fu la peggiore
           tortura che ho sopportato durante la guerra: individuare chi stava morendo. » 34
              Dopo soli 6 mesi di addestramento condensato, contro i tre anni a cui erano sotto-
           posti normalmente i piloti e navigatori, per 14 ore al giorno, il 588° volava su biplani
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           biposto Polikarpov Po-2 , aerei da addestramento e da irrorazioni agricole, lenti ma ca-
           paci di librarsi in aria in condizioni impervie, proibitive persino per aerei molto più evo-
           luti; volavano così lentamente da rendere difficile l’inseguimento da parte dei tedeschi
           che se le avessero seguite, sarebbero andati in stallo. Il Polikarpov era di legno e tela,
           facilmente poteva prendere fuoco, dei paracaduti, Irina, Capo del personale, racconta: «
           era  sufficiente  avvicinare  un  fiammifero  al  nostro  aereo  per  incendiarlo  e farlo bru-
           ciare come una fiaccola, niente paracadute, per questo le ragazze bruciavano insieme
           al loro aereo, così morivano le mie compagne, bruciavano letteralmente in aria. »
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              Olga Filìpovna – Navigatrice 588° reggimento, spiega invece :
              «volavamo senza paracadute, ci furono dati dopo quella notte in cui persero la vita Tan-
           ya Makarova e Belik, sono morte sul nostro territorio, avrebbero potuto saltare, se avessero
           avuto il paracadute, forse si sarebbero salvate. Invece sono bruciate, per me la cosa più
           terribile in guerra, è stata quella di vedere come morivano bruciate le mie amiche».
              I Polikarpov non erano minimamente paragonabili ai modelli della Luftwaffe che
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           erano tenuti ad affrontare, aerei avanzati come il Messerschmitt Bf 109 , loro principale
           avversario. Un gap tecnologico incolmabile. Olga Filìpovna, descrive il Polikarpov:
              « era leggerissimo, non molto veloce, in media 120km/h e aveva una limitata distan-
           za di volo, per questo motivo bombardavamo obiettivi relativamente vicini e per questo
           riuscivamo a compiere molte missioni. Bombardavamo con quasi tutte le condizioni
           atmosferiche. Bombardavamo, bombardavamo, bombardavamo. » 25
              Ogni bomba pesava circa 100 kg e veniva agganciata a mano così da permettere
           a ciascun equipaggio di compiere fino a 7/8 missioni a notte; grazie a questi risultati,
           nonostante lo scetticismo iniziale, le aviatrici iniziarono ad essere considerate efficienti,
           valide e rispettate.
              Le donne del 588° volarono sui cieli dell’Europa dell’Est per oltre 1100 notti, 60
           equipaggi composti da due persone ciascuno, 120 donne. Ben 23 di loro sono diventate
           eroi dell’Unione Sovietica.
              L’ URSS curò particolarmente il settore dell’aviazione, in quanto le immense di-
           mensioni del paese rendevano poco agevole percorrere queste distanze tramite reti stra-
           dali e ferroviarie. Inoltre l’aviazione rappresentava per Stalin un forte strumento propa-
           gandistico .
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           36  Descrizione  e  scheda  dell’aereo,  MILANETTI G.  Le  streghe della Notte  (2012)  p.  211, BISHOP
              C. The Encyclopedia of Weapons of World War II (2002) p. 433
           37  Scheda  dell’aereo,  MILANETTI G. Le streghe  della  Notte  (2012)  p.p. 215-218,  BISHOP  C.  The
              Encyclopedia of Weapons of World War II (2002) p. 283, 542
           38  DAVIES S.R. Popular Opinion in Stalin’s Russia: Terror, Propaganda and Dissent, 1934-1941(1997) p.
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