Page 394 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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              Nella visione di Breganze è chiaro il riconoscimento del “Miracolo della Marna” che
           nel settembre 1914 aveva visto l’esercito francese, dato ormai per sconfitto, riuscire ad
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           arrestare l’offensiva tedesca sulla capitale con un ardito attacco contro il fianco nemico .
              La vista delle deficientissime difese di Parigi non è l’unica esperienza che porta Bre-
           ganze a ritenere scarsa la preparazione alla guerra della Francia. L’incontro con i soldati
           inglesi è infatti un’altra prova della presenza di tale problema. I militari inglesi sono
           giovani di 20-25 anni nel fiore della giovinezza che «marciano in ordine con una tenuta
           perfetta» . Le truppe inglesi mostrano tutta la loro eleganza, con un eccezionale porta-
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           mento marziale, e manifestano una grande ricchezza, «i cavalli sono splendidi e possono
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           dirsi di lusso»  mentre gli autocarri sono pieni di munizioni e rifornimenti.
              Il contrasto principale tra i soldati inglesi e quelli francesi si ha soprattutto sull’a-
           spetto e sul portamento, gli inglesi sono definiti infatti da Breganze eleganti e puliti, le
           uniformi e le biancherie non sono sporche di fango e strappate come quelle francesi ma
           tenute in perfette condizioni.
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              La ricchezza dell’Inghilterra, che «traspare ovunque» , si manifesta quindi nel suo
           esercito; Breganze nota l’impeccabile preparazione alla guerra delle forze inglesi, dotate
           di armi migliori e di continui rifornimenti. Dobbiamo sottolineare però che nel periodo
           della visita al fronte francese da parte di Breganze gli inglesi dovevano occuparsi sol-
           tanto di un piccolo tratto di fronte; nel gennaio del 1915 infatti gli inglesi tenevano 50
           chilometri di fronte, i belgi 20 e i francesi i restanti 650 . Da ricordare è anche il fatto
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           che nell’inverno del 1915 i soldati inglesi presenti sul fronte occidentale erano per gran
           parte soldati di professione; infatti la chiamata alle armi dei volontari in Inghilterra si era
           attuata soltanto nell’autunno del 1914 . La guerra avrebbe mutato rapidamente questa
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           situazione, nel corso del 1915 infatti l’esercito inglese si sarebbe adattato alla guerra di
           trincea e impegnato maggiormente nel conflitto a costo di numerose perdite .
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              Nonostante ciò, come davanti alla vista delle difese di Parigi, l’osservazione delle
           eleganti e preparate forze inglesi porta nuovamente Breganze ad elogiare le truppe fran-
           cesi, queste sono riuscite a resistere all’esercito nemico sebbene prive di un adeguato
           addestramento e di mezzi sufficienti. Infatti Breganze annota che: «anche con mezzi
           meno perfetti, o più scarsi, si può essere egualmente ottimi soldati, il merito è anzi
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           superiore» . Per Breganze quindi non è la ricchezza dell’esercito che fa di un uomo un
           buon soldato ma il coraggio che dimostra.
              Il coraggio è quindi per Breganze la maggiore virtù militare, una virtù che i francesi
           dimostrano di possedere. Il diario è pieno infatti di aneddoti di comandanti e soldati

           12  H. Herwin, The Marne 1914, the opening of World War I and the battle thet changed the world, Rando
              House, New York 2008, p. 342.
           13   Diario di Breganze, p. 38.
           14  Ibidem.
           15  Ivi. p. 39.
           16   M. Isnanghi, G. Rochat, La Grande Guerra 1914-1918, p. 91.
           17  Ibidem.
           18  M. Howard, The First World War 1914-1918, Oxford University  Press, Oxford 2003, p. 63.
           19   Diario di Breganze, p. 39.
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