Page 396 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 396
1036 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
che lo asseconda [...] e coadiuva con tutte le sue forze all’opera di coloro che pel paese
lottano con le armi alla mano. Se così non fosse l’esercito non avrebbe avuto modo di
23
resistere» .
Quindi secondo Breganze tutti i discorsi, gli articoli e i dibattiti che danno l’esercito
francese già spacciato sono soltanto parole infondate, si deve infatti riflettere solo sugli
aspetti militari lasciando la parola ai soli esperti:
«Lasciamo le parole agli incruenti dibattiti politici del tempo di pace che crollano
sempre difronte all’inesorabilità del destino dei popoli che scrivono la loro storia da che
24
mondo è mondo sui campi di battaglia più che nei parlamenti» .
È interessante mettere a confronto le considerazioni sull’esercito francese con quelle
fatte dal collega Bongiovanni riguardo alle forze tedesche:
«Le risorse in uomini della Germania sono ben lontane dall’essere esaurite e le nuo-
ve formazioni che sorgono hanno tutte quell’impronta militare, quella alta efficienza e
quella ricchezza di dotazioni, che certamente mancano alle nuove formazioni russe e,
molto probabilmente anche a quelle di Francia e d’Inghilterra». 25
Per quanto riguarda il morale delle truppe tedesche Bongiovanni scrive:
«E del pari dovrei ripetermi se volessi descrivere le condizioni morali dell’esercito
nel teatro dell’ovest, essendo esse le stesse di quelle da me riscontrate nell’est: Il mede-
simo incrollabile convincimento di vincere, la medesima coscienza della propria asso-
luta superiorità sull’avversario, pur avendo di questo – assai più che gli eserciti dell’est
non avessero per i Russi – considerazione e rispetto». 26
Breganze e Bongiovanni dimostrano entrambi di appartenere a quell’élite militare
amante del coraggio che fa del coraggio stesso una vera e propria cultura e una qualità
da ammirare e apprezzare.
Alla romantica ma fondata analisi dell’esercito francese, Breganze accosta, come già
ricordato, un lucido e realistico studio riguardante la guerra in corso.
Costantemente infatti Breganze descrive la guerra da lui studiata come un conflitto
di logoramento caratterizzato da lente avanzate, da grandi ecatombi di vite umane e da
insostenibili spese belliche.
I racconti delle battaglie e degli attacchi per conquistare e riconquistare pochi metri
di terreno portano Breganze a riflettere sul carattere nuovo e terribile di questa guerra.
Gli eserciti sono costretti ad effettuare brevi avanzate e ogni piccolo insediamento si tra-
sforma in una fortezza che deve essere espugnata passo per passo, al costo di moltissime
vite umane.
Questa guerra secondo Breganze richiede «tempo e sangue» , le lente avanzate e gli
27
23 Ibidem.
24 Ivi. p. 168.
25 J. Hürter, G. E. Rusconi (a cura di), L’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, p. 140.
26 Ibidem.
27 Diario di Breganze, p. 81.

