Page 396 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           che lo asseconda [...] e coadiuva con tutte le sue forze all’opera di coloro che pel paese
           lottano con le armi alla mano. Se così non fosse l’esercito non avrebbe avuto modo di
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           resistere» .

              Quindi secondo Breganze tutti i discorsi, gli articoli e i dibattiti che danno l’esercito
           francese già spacciato sono soltanto parole infondate, si deve infatti riflettere solo sugli
           aspetti militari lasciando la parola ai soli esperti:

              «Lasciamo le parole agli incruenti dibattiti politici del tempo di pace che crollano
           sempre difronte all’inesorabilità del destino dei popoli che scrivono la loro storia da che
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           mondo è mondo sui campi di battaglia più che nei parlamenti» .

              È interessante mettere a confronto le considerazioni sull’esercito francese con quelle
           fatte dal collega Bongiovanni riguardo alle forze tedesche:

              «Le risorse in uomini della Germania sono ben lontane dall’essere esaurite e le nuo-
           ve formazioni che sorgono hanno tutte quell’impronta militare, quella alta efficienza e
           quella ricchezza di dotazioni, che certamente mancano alle nuove formazioni russe e,
           molto probabilmente anche a quelle di Francia e d’Inghilterra». 25

              Per quanto riguarda il morale delle truppe tedesche Bongiovanni scrive:

              «E del pari dovrei ripetermi se volessi descrivere le condizioni morali dell’esercito
           nel teatro dell’ovest, essendo esse le stesse di quelle da me riscontrate nell’est: Il mede-
           simo incrollabile convincimento di vincere, la medesima coscienza della propria asso-
           luta superiorità sull’avversario, pur avendo di questo – assai più che gli eserciti dell’est
           non avessero per i Russi – considerazione e rispetto». 26

              Breganze e Bongiovanni dimostrano entrambi di appartenere a quell’élite militare
           amante del coraggio che fa del coraggio stesso una vera e propria cultura e una qualità
           da ammirare e apprezzare.
              Alla romantica ma fondata analisi dell’esercito francese, Breganze accosta, come già
           ricordato, un lucido e realistico studio riguardante la guerra in corso.
              Costantemente infatti Breganze descrive la guerra da lui studiata come un conflitto
           di logoramento caratterizzato da lente avanzate, da grandi ecatombi di vite umane e da
           insostenibili spese belliche.
              I racconti delle battaglie e degli attacchi per conquistare e riconquistare pochi metri
           di terreno portano Breganze a riflettere sul carattere nuovo e terribile di questa guerra.
           Gli eserciti sono costretti ad effettuare brevi avanzate e ogni piccolo insediamento si tra-
           sforma in una fortezza che deve essere espugnata passo per passo, al costo di moltissime
           vite umane.
              Questa guerra secondo Breganze richiede «tempo e sangue» , le lente avanzate e gli
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           23  Ibidem.
           24  Ivi. p. 168.
           25   J. Hürter, G. E. Rusconi (a cura di), L’entrata in guerra dell’Italia nel 1915,  p. 140.
           26  Ibidem.
           27   Diario di Breganze, p. 81.
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