Page 402 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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1042 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
sommergibile Atropo come Tenente di vascello e poi Capitano dell’unità. Nel lavoro
di Maraghini erano raccontate anche la vita a bordo del sommergibile e di quella delle
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famiglie dei sommergibilisti residenti nelle piazze marittime di Venezia e Ancona .
La letteratura d’avventura sui sommergibili ebbe maggiore successo e in questo am-
bito possiamo ricordare il lavoro di Giulio Menini, il quale nel 1928 pubblicò una storia
della marina militare dedicata ai ragazzi, nella quale, davanti allo scarso successo dei
battelli nel conflitto, si esaltava l’eroismo degli equipaggi:
Giovannini senza perdere la sua imperturbabile calma, come narrò l’unico
superstite, fu udito fino all’ultimo dare tutti gli ordini come se fosse in ma-
novra, per cercare di far galleggiare il battello, ma invano ed egli non volle
assolutamente tentare di salvarsi, ma volle morire con la sua nave che non
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avrebbe lasciato mai .
Lo stesso approccio può essere riscontrato anche in altri lavori simili del periodo,
come quello di Calogero Ciancimino .
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L’autore che ebbe maggiore successo tra le due guerre nell’ambito delle avventure
a sfondo marinaro fu Guido Milanesi, un ex-Contrammiraglio che aveva partecipato al
forzamento dei Dardanelli nel 1912, in seguito emerso come uno dei più popolari autori
italiani di storie d’avventura navale. Nel 1928, Milanesi pubblicò anche una raccolta di
storie dedicate ai sommergibili, intitolata La voce del fondo, riedita fino alla Seconda
guerra mondiale. Lo spirito delle storie raccontate è raccolto tutto nell’introduzione:
[…] No: non v’è sorriso quaggiù; e queste pagine non ne contengono, in-
fatti. Chi nella vita non sa mai deviar lo sguardo da rasente alla terra, non
le apra nemmeno: c’è per lui una fortunata letteratura del piacere che non
costringe ad alzar gli occhi al cielo o a scrutar negli abissi azzurri, popolati
invisibilmente da cuori magnifici. […]
Silenzio! Siamo nel tempio del sacrificio, tutto bianco di vernici ed orgia-
sticamente illuminato: un tempio che può cambiarsi ad ogni istante in bara
e precipitar giù in chilometri d’acqua, tra una mostruosa fauna sconosciu-
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ta….. .
Le tinte fosche prevalgono, dettate dalla natura della guerra sottomarina che lascia
poche speranze di sopravvivenza e la prospettiva di una fine terribile. Non a caso nelle
pagine di Milanesi ritroviamo la storia del sommergibile Jalea, affondato su una mina
il 17 agosto 1915 e dell’unico superstite, il silurista Arturo Vietri, a conferma dello
spirito di sacrificio ed eroismo che pare caratterizzare la letteratura subacquea di questo
periodo .
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La memoria del sommergibile emersa dalla guerra si caratterizzava per i tratti dram-
matici, piuttosto che per l’esaltazione eroica. Il contrasto con l’immagine del sommer-
14 Giotto Maraghini, Il sommergibile Atropo, Ardita, Roma 1934.
15 Giulio Menini, Storia della nostra marina militare narrata alla gioventù d’Italia, La Nuova Italia, Venezia
1928, pp. 168-169.
16 Calogero Ciancimino, I sommergibili nella guerra mondiale, Edizioni le Grandi avventure, Milano 1934.
17 Guido Milanesi, La voce del fondo, Mondadori, Milano 1928, pp. 8-10.
18 Ivi, pp. 203-219.

