Page 407 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 407
1047
ActA
La flotta sottomarina più potente del mondo si è arricchita di una nuova
unità, col varo nel cantiere navale di Taranto del sommergibile che com-
pleta la serie di cui fanno parte i smg. Brin e Galvani e che si fregia del
nome glorioso A. Guglielmotti celebre frate domenicano che creò la storia
dell’arte navale in Italia e autore fra l’altro di quel vocabolario marino con-
44
siderato l’opera più poderosa della scienza navale italiana moderna .
Alla vigilia della guerra questa arma era diventata capace di minacciare la secolare
supremazia delle vecchie potenze occidentali che da tempo controllavano i mari:
Il notevole potenziale in naviglio subacqueo di talune potenze mediterra-
nee potrebbe rendere assai precario il transito e la stessa esistenza della
Mediterranean Fleet. In sostanza il Mediterraneo, già regno indisturbato
della flotta britannica, avrebbe oggi serie possibilità di divenirne la tomba.
Questa poco lieta prospettiva apparve evidente per la prima volta durante
45
l’affare etiopico .
La propaganda recitava la professione di fede del popolo italiano nello strumento
della Regia Marina costruita dal fascismo, convincendo la gente che la sbilanciata flotta
italiana avrebbe potuto battere le grandi marine avversarie. I sommergibili rappresen-
tarono la duplice faccia di una modernità nascente che scelse di confrontarsi con le
altre grandi potenze con mezzi nuovi e audaci. Spesso proprio i sommergibili erano i
protagonisti dei messaggi di propaganda marinara rivolti ai giovani o dei quali questi
ultimi erano protagonisti come i filmati di propaganda per l’arruolamento all’Accademia
46
di Livorno . L’immagine in questione era conforme all’auto-rappresentazione che il
fascismo intese dare di sé come regime giovane e dinamico, un aspetto presente anche
47
nell’ambito della propaganda aeronautica .
La realtà era molto diversa e già prima della guerra tutte le carenze materiali e uma-
ne dei sommergibilisti italiani emersero durante le campagne subacquee della Regia
Marina nella Guerra Civile Spagnola (1936-1939). Tuttavia, poco o nulla si seppe della
caccia che i sommergibili italiani diedero ai mercantili e alle navi da guerra repubblica-
ne (novembre 1936 – febbraio 1937, agosto – 19 ottobre 1937), senza grandi successi.
Ancor meno trasparì della campagna pirata effettuata dai sommergibili legionari, unità
cedute in “prestito” alla marina nazionalista con tanto di equipaggio (ottobre 1937-feb-
braio 1938), i quali operarono un blocco navale non solo illegale, ma soprattutto senza
alcun successo. Evidentemente il mito dei sommergibili non ammetteva che si parlasse
di inefficienza e perciò il regime, oltre a distorcerne l’immagine, provvide anche a ri-
muovere la scomoda memoria della partecipazione alla Guerra di Spagna .
48
44 ASIL. Giornale Luce B1372. 14/09/1938. Taranto. Il varo del sommergibile ‘Alberto Guglielmotti’.
45 Giovanni Alberto Bechi Luserna, La situazione militare della Gran Bretagna nel Mediterraneo, Nazione
militare, Settembre 1939, p. 617.
46 ASIL. Giornale Luce. B0411. 1934 Livorno. Come si diventa Ufficiali di Marina.
47 Ben-Ghiat, La cultura fascista, pp. 229-230; Lehman, Le ali del potere, pp. 295-325.
48 Franco Bargoni, L’impegno navale italiano durante la Guerra civile spagnola, USMM, Roma 1992, pp.131-
144, 280-317, 330-346; Patrizio Rapalino, La Regia Marina in Spagna, 1936-1939, Mursia, Milano 2007,
pp. 169-180, 243-269.

