Page 409 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          ti per fornire un’immagine nuova del sommergibilista, dal volto più umano e orientato
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          maggiormente verso l’etica del sacrificio e del dovere . Si è trattato di una costruzione
          che ha avuto grande successo ancora nel dopoguerra e che ha finito col costituire uno
          dei tratti essenziali della pubblicistica sull’arma subacquea italiana nel Secondo con-
          flitto mondiale. Proprio questa persistenza lascia intendere come l’intera costruzione
          della memoria e dell’immagine dei sommergibili tra le due guerre fu il prodotto di una
          complessa operazione di costruzione di un mito bellico in tempo di pace. Si trattò di
          una costruzione pervasiva e penetrante, tanto da superare la guerra adattandosi ad essa
          e creando la popolarità di cui ancora oggi i sommergibili godono nel pubblico italiano,
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          spesso ricalcando quegli stessi miti emersi durante il fascismo e la guerra .

          5. Conclusioni
             Nel ventennio fascista i sommergibilisti e le loro navi fornirono un chiaro esem-
          pio della modernità e dell’uomo nuovo fascisti adattati al mondo navale e alla marina
          militare. La memoria della Prima Guerra Mondiale fu piegata per servire questo mito
          e anche per la marina, analogamente all’aviazione, il contatto con l’ideologia fascista
          portò alla costruzione di un mito marinaro, dimostrando la progressiva compenetrazione
          tra i valori espressi dalla forza armata e dal regime. Si tratta di un aspetto rilevante a
          lungo non considerato dalla storia navale e marittima italiana, la quale ha teso sempre
          a identificare una marina estranea o comunque meno “compromessa” col regime delle
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          altre Forze Armate .
             L’adesione della marina al fascismo e l’adattamento istituzionale al regime sono l’a-
          spetto centrale che la costruzione del mito dei sommergibili raccontano. Un quadro che
          necessità di revisione alla luce dei più recenti risultati della storiografia militare sull’Ita-
          lia fascista, la quale identifica chiaramente la commistione di responsabilità tra la marina
          e il regime nella preparazione del paese alla guerra offensiva che il fascismo aveva vo-
          luto . Perciò, il navalismo e la cultura militare che abbiamo raccontato in queste pagine
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          costituiscono una emanazione dello spirito di conquista di cui il fascismo fu portatore e
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          che costituì uno dei caratteri fondanti della storia dell’Italia fascista .










          55  Giorgerini, Uomini sul fondo, pp. 227-230.
          56  A testimonianza della durata di questo mito, la pubblicistica sui sommergibili del periodo fascista sembra
             inesaurbile a quasi settant’anni di distanza dalla fine della guerra, cfr, Alessandro Marzio Magno, Rapidi e in-
             visibili, storie di sommergibili, Il saggiatore, Milano 2008, Patrizio Rapalino, Giuseppe Schivardi, Odissea di
             un sommergibilista, Mursia, Milano 2008; Achille Rastelli, Sommergibili a Singapore, Mursia, Milano 2006;
             Enrico Cernigoi, Massimo Giovannetti, Ricordati degli uomini in mare, Itinera, Brescia 2005.
          57  Giorgerini, Da Matapan al Golfo Perisco, p. 155.
          58  Gooch, Mussolini and his generals, p. 522.
          59  Roberto Vivarelli, Fascismo e storia d’Italia, Il Mulino, Bologna 2008, pp. 133-143.
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