Page 412 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 412
1052 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
Per quanto attiene allo specifico della storia dei partigiani jugoslavi in Umbria, e
più in generale in Italia, due fattori hanno contribuito significativamente a ostacolare
lo sviluppo delle ricerche, vale a dire i contrasti tra Italia e Jugoslavia nel dopoguerra
legati alla Guerra Fredda e la mancanza di documentazione coeva redatta dai comandi
partigiani.
Riguardo al primo punto, la collocazione dei due Stati in campi geopolitici
contrapposti, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, determinò un mancato
riconoscimento del peso e della valenza storico-militare del contributo jugoslavo alla
Resistenza nella Penisola, almeno fino all’inizio degli anni ‘70. Questa fu una delle
conseguenze della sostituzione della discriminante “storica” dell’antifascismo con quella
“politica” dell’anticomunismo. Inoltre l’espulsione della Jugoslavia dal Cominform, nel
giugno del 1948, provocò una rottura fra molti partiti comunisti, incluso il PCI, e il KPJ
(Partito Comunista di Jugoslavia), che andò a complicare la più generale frattura della
Guerra Fredda. Infine, occorre considerare anche le controversie di carattere statale,
che gravarono pesantemente a livello di opinione pubblica, relative alla questione dei
confini orientali, controversie che saranno composte solo nel 1975 con il Trattato di
Osimo. Per quanto concerne il secondo punto, la necessità di impedire che i nazifascisti
si appropriassero di informazioni utili per combattere il movimento partigiano spingeva
i partigiani a distruggere gran parte della documentazione prodotta. E’ illuminante, in
merito, quanto scrive Bruno Zenoni, vice-intendente della Brigata garibaldina Antonio
Gramsci: “Allora non pensavamo alla storia, c’erano delle necessità immediate da
soddisfare ed alle volte, considerando i rischi o i pericoli cui potevamo andare incontro,
si evitava di proposito il trattenere documenti che potevano in qualche modo essere
compromettenti” .
8
La vicenda del Battaglione Tito verrà osservata da un punto di vista particolare:
quello di un protagonista. Infatti, i momenti salienti della vicenda di questa formazione
partigiana saranno ricostruiti ed analizzati grazie ad alcuni articoli ritrovati nell’archivio
8 B. ZENONI, La memoria come arma: scritti sul periodo clandestino e sulla Resistenza, a cura e con
introduzione di Renato Covino, Editoriale Umbra, Foligno 1996, p.66.

