Page 408 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 408
1048 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
4. Il mito e la guerra
Alla vigilia della guerra la costruzione mitica dei sommergibili era divenuta di fatto
una fragile tradizione navale. Una tradizione che convinceva poco sia l’alleato tedesco
che gli anglo-francesi, ben consci dei difetti dello strumento navale italiano e in partico-
49
lar modo della sua sproporzionata componente subacquea . Le sconfitte militari subite
dal fascismo nel primo anno di guerra servirono a intaccare la fiducia degli italiani nel
regime, preparando le premesse per il crollo definitivo del 1943. I miti di cui il fascismo
era stato portatore cominciarono rapidamente a sbriciolarsi sotto il peso delle sconfitte
50
subite dalle Forze Armate su tutti i fronti nel primo anno di guerra .
Eppure, nella tragedia delle Forze Armate durante la guerra proprio il sommergibile
riuscì ricavarsi nuovamente spazio. Infatti, fu nella guerra sottomarina che la Regia
Marina cercò una sorta di riscatto agli occhi dell’alleato tedesco e contro gli inglesi, la
51
cui potenza sul mare si era dispiegata a pieno entro gli inizi del 1941 . La campagna dei
sommergibili italiani in Atlantico, cominciata nell’autunno del 1940 e caratterizzata da
un certo successo contro i convogli alleati, seppure da parte di battelli isolati inviati in
aree di traffico secondarie, contribuì in parte a mantenere saldo il mito dei sommergibili
elaborato prima della guerra .
52
La rappresentazione meglio riuscita di questo riscatto furono i film di Roberto Ros-
sellini e Francesco De Robertis prodotti per il Centro cinematografico della marina. I
loro lavori furono dei veri e propri documentari romanzati, antesignani dell’estetica neo-
realista che sarebbe emersa nel dopoguerra. Di questi ben due, Uomini sul Fondo (1941)
e Alfa Tau (1942) furono ambientati sui sommergibili ed ebbero come protagonisti veri
equipaggi della marina, allo scopo di fornire un credibile ritratto dell’uomo nuovo pro-
53
dotto dai vent’anni dei programmi di rigenerazione fascista della società italiana .
Il più importante dei due fu Uomini sul Fondo. La storia inizialmente prevista dal
film avrebbe dovuto ricalcare i motivi prebellici sui sommergibili, ma l’andamento del
conflitto impose un cambiamento nell’impostazione del fondo. Il film ebbe come pro-
tagonista l’equipaggio di un sommergibile colpito e posatosi sul fondo in attesa dei
soccorsi. Ai toni roboanti della propaganda si sostituì l’immagine più sobria e composta
dei veri sommergibilisti: voci basse e comportamenti controllati di uomini perfettamente
padroni della situazione scandiscono la storia. Anche se la vicenda termina con il salva-
taggio questo avviene senza che i sommergibilisti si scompongano ed è scandito da un
laconico “finalmente” .
54
Il film in parte ridisegnò il mito dei sommergibili riutilizzando i messaggi preesisten-
49 Mariano Gabriele, 1939: Vigilia di guerra nel Mediterraneo, Rivista marittima, Luglio 1984, pp. 17-40.
50 MacGregor Knox, La guerra di Mussolini, Editori Riuniti, Roma 1984, pp. 443-449.
51 Di Giovanni, Scienza e Potenza, p. 279; Per una sintesi dell’andamento delle operazioni nel primo anno di
guerra, Jack Greene, Alessandro Massignani, The naval war in the Mediterranean 1940-1943, Naval Institute
Press, Annapolis 2002, pp. 29-140.
52 Sulle operazioni atlantiche dei sommergibili italiani: Francesco Mattesini, Betasom: la guerra negli oceani
1940-1943, USMM, Roma 2003.
53 Ruth Ben Ghiat, Storia della cultura fascista, p. 230; Mino Argentieri, Il cinema in guerra, Arte, comunica-
zione e propaganda nel cinema del fascismo, Editori Riuniti, Roma 1998, pp. 120-132.
54 Brunetta, Storia del cinema italiano, pp. 400-403.

