Page 413 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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familiare della signora Alenka Perco ; tali articoli, inediti in Italia, vennero pubblicati
sulla rivista “Arena” di Zagabria nel gennaio del 1969 da un membro autorevole del
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Battaglione Tito, il montenegrino Vlado Vujović , commissario politico di una delle
squadre in cui era articolato il Battaglione stesso, la compagnia Gubec. Trattasi dunque
di memorie pubbliche, che verranno analizzate tenendo conto sia del destinatario della
narrazione sia del contesto storico-culturale nel quale sono inserite (la Jugoslavia della
fine degli anni ’60).
Sulla scorta di un’importante indicazione metodologica di Alessandro Portelli riferita
alla storia orale, l’analisi del racconto di Vlado Vujović parte dal presupposto che la
9 Alenka Perco (all’anagrafe Alessandra), nata a Merna (Gorizia) nel 1940, è figlia di Aldo Perco, collaboratore
dei partigiani della Valnerina. Aldo Perco giunse a Norcia con la sua famiglia il 24 settembre 1943, dopo
essere scampato agli scontri avvenuti nel territorio di Gorizia dopo l’8 settembre tra tedeschi e partigiani.
Suo padre, Francesco Perco, era già stato a Norcia come internato politico antifascista prima del 25 luglio e
fu proprio lui a consigliare a suo figlio di rifugiarsi nella Valnerina umbra. L’intera famiglia di Aldo Perco,
compresa la cugina della moglie, Marta Pahor, che avrà un ruolo di rilievo nella Resistenza in Valnerina,
trovò ospitalità nella villa di Roberto Battaglia. Qui la famiglia Perco si prodigò nell’assistenza a numerosi
prigionieri di guerra e detenuti politici (britannici, americani, slavi, italiani) fuggiti dai luoghi di detenzione. A
villa Battaglia, inoltre, venne avviata la collaborazione col comandante Toso e con i partigiani del Battaglione
Tito e vennero stabiliti contatti col centro clandestino jugoslavo di Roma. Dopo un temporaneo trasloco a
Usigni (presso Poggiodomo, un comune della Valnerina in provincia di Perugia) la famiglia di Aldo Perco
ritornò a Norcia e venne ospitata, per interessamento del vescovo Petroni, in una villa estiva del Seminario
vescovile, ove i partigiani feriti vennero assistiti dai Perco e curati dal primario dell’ospedale di Norcia. A
giugno ’44, dopo la ritirata tedesca e l’occupazione di Norcia da parte del Battaglione Tito, il comandante
montenegrino Toso insediò il comando partigiano nella sede dell’ex casa del Fascio, dove restò fino alla
costituzione del CLN nursino: Aldo Perco divenne membro di tale organismo antifascista. La famiglia Perco
lasciò Norcia dopo la Liberazione, nel settembre del ’45, e si trasferì a Livorno. Testimonianza resa allo
scrivente dalla stessa signora Perco; U. SANTI, La Resistenza a Spoleto e in Valnerina 1943-1944, s.e.,
Spoleto 2004, pag. 215.
10 Vlado Vujović nasce a Nikšić (Montenegro) nel 1923 e partecipa alla Lotta popolare di liberazione fin dal
1941, ancora studente di liceo. Viene internato in Albania e poi in Italia nel campo di concentramento di
Colfiorito di Foligno, da cui scappa il 22 settembre del 1943 insieme ad altri 1100 montenegrini. Dopo la
fuga, con altri jugoslavi si unisce ai partigiani italiani operanti in Umbria e nelle Marche fino a diventare
commissario politico di uno dei distaccamenti del Battaglione Tito, inquadrato nella Brigata garibaldina
Antonio Gramsci. Vlado Vujović, dopo la liberazione dell’Umbria, ritorna in patria e combatte nell’Esercito
popolare di liberazione. Al termine della guerra viene nominato colonnello dell’Armata popolare jugoslava
(Jna) e rimane sotto le armi per altri vent’anni, durante i quali trova il tempo per studiare scienze politico-
militari laureandosi infine a Zagabria in Commercio estero. Una volta in congedo permanente (dal 1964)
si dedica al giornalismo diventando caporedattore di una rivista mensile zagabrese, il “Tribine”. Partecipa
a numerosi convegni storici sulla Resistenza in Jugoslavia e in Italia, è fra i promotori del gemellaggio
fra le città di Terni e Nikšić, scrive e pubblica su riviste e giornali numerosi testi che esaltano l’amicizia
con il popolo italiano. E’ stato proclamato cittadino onorario di Terni e di Foligno. È morto nel 2007. Cfr.
MARTOCCHIA, I partigiani jugoslavi nella resistenza italiana cit., p. 46, nota 46; D. R. NARDELLI, G.
KACZMAREK, Montenegrini internati a Campello e Colfiorito (1942-1943), Editoriale Umbra, Foligno
2010, p.152; S. LAKOVIĆ (“Toso”), Memorie di un comandante partigiano montenegrino, introduzione e
cura di Tommaso Rossi, Editoriale Umbra, Foligno 2010, p.74, nota 6; V. VUJOVIĆ La fuga dal campo di
concentramento di Colfiorito verso la libertà e la fratellanza italo-jugoslava, in REGIONE DELL’UMBRIA.
CONSULTA PER LE CELEBRAZIONI DEL TRENTENNALE DELLA LIBERAZIONE, Tavola rotonda:
“La zona “libera” di Norcia e Cascia”, (Norcia - Cascia, 11-12 ottobre 1975), pp.3-6. Per quanto riguarda la
vicenda degli internati montenegrini a Colfiorito e la fuga di massa, la principale fonte è rappresentata da D.
D. V. IVANOVIĆ, Memorie di un internato montenegrino – Colfiorito 1943, Editoriale Umbra, Foligno 2004.

