Page 414 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           memoria non è un magazzino di fatti, ma una matrice di significati, e che quindi occorre
           andare oltre ai fatti stessi e alla loro attendibilità, per concentrarsi sugli eventuali scarti
           e sulle invenzioni, perché è lì che “si addensa la funzione valutativa del racconto, il
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           giudizio,  il  sogno,  il  desiderio” .  L’intento  è  dunque  quello  di  partire  dal  racconto
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           dell’evento,  di  verificarne  l’attendibilità  attraverso  un’analisi  comparativa , per poi
           considerare il racconto stesso come evento, grazie al quale è possibile comprendere il
           mondo valoriale dell’autore, il tipo di lettura del passato che egli propone e le eventuali
           finalità politiche sottese alla sua narrazione. Si entra così nel campo dell’uso pubblico della
           storia, locuzione che in questa sede verrà utilizzata nell’accezione (non necessariamente
           coincidente con l’uso politico manipolatorio) datane dallo storico Nicola Gallerano: “con
           questa espressione mi riferisco a tutto ciò che si svolge fuori dei luoghi deputati della
           ricerca scientifica in senso stretto, della storia degli storici, che è invece scritta di norma
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           per gli addetti ai lavori e un segmento molto ristretto del pubblico ”.
              Sulla base di questi spunti metodologici  si procederà ad analizzare  gli articoli
           pubblicati da Vlado Vujović sulla rivista “Arena”.

           Gli articoli di Vlado Vujović
              I quattro articoli di Vlado Vujović, scritti in lingua croata, vennero pubblicati nel
           gennaio  1969 su quattro  numeri  consecutivi  della  rivista  “Arena”  di Zagabria,  un
           settimanale  di informazione  socio-politica .  Il  racconto  di Vlado Vujović  ripercorre
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           la storia del Battaglione Tito, dalla formazione del suo nucleo originario, nell’autunno
           del  ’43,  al  periodo  immediatamente  successivo  ai  grandi  rastrellamenti  tedeschi  del
           marzo-aprile del ’44, a seguito dei quali la Brigata Gramsci, di cui il Battaglione faceva
           parte, venne scompaginata, riuscendo a riorganizzarsi solo parzialmente nei due mesi
           successivi.
           11  A. PORTELLI, Biografia di una città. Storia e racconto: Terni 1830-1985, Einaudi, Torino 1985, p.18.
           12  Si tenga presente che le memorie e le testimonianze dei partigiani slavi della Brigata Gramsci pubblicate
              finora in lingua italiana sono esigue. Sostanzialmente, sono le seguenti: LAKOVIĆ (“Toso”), Memorie di un
              comandante partigiano montenegrino cit.; e le testimonianze di Svetozar Laković, Vlado Vujović e Bogdan
              Pešić per il trentennale della Liberazione pubblicate in REGIONE DELL’UMBRIA. CONSULTA PER LE
              CELEBRAZIONI DEL TRENTENNALE DELLA LIBERAZIONE, Tavola rotonda cit.
           13  N. GALLERANO, Storia e uso pubblico della storia, in ID. (a cura di), Le verità della storia. Scritti sull’uso
              pubblico del passato, Manifestolibri, Roma 1999, p.37.
           14  Gli articoli sono stati tradotti in italiano e messi gentilmente a disposizione dello scrivente dalla signora Perco
              (cfr. supra, nota 9), che purtroppo non ha conservato le riviste nella loro interezza, ma solo i singoli articoli,
              privi delle rispettive date di pubblicazione. Sulla base di informazioni ottenute dalla Biblioteca dell’Università
              di Pola, che conserva copie di “Arena” di Zagabria e che ha inviato allo scrivente i frontespizi dei quattro
              numeri in questione, è stato possibile stabilirne con certezza la datazione. Che l’anno di riferimento sia il
              1969 è comunque deducibile dall’introduzione all’ultimo articolo, in cui il redattore scrive: “Il 1° maggio di
              quest’anno ricorrono i 25 anni dal giorno in cui i combattenti del Battaglione “Tito” hanno prestato solenne
              giuramento a Josip Broz. La nostra redazione farà tutto il possibile affinché i combattenti superstiti del
              “Tito” (e possibilmente tutti gli jugoslavi della Brigata “Gramsci”) si riuniscano a Zagabria il 1° maggio di
              quest’anno.” Siccome, come ricorderà lo stesso Vujović qualche anno dopo durante un convegno svoltosi in
              Umbria in occasione del trentennale della Liberazione (cfr. VUJOVIĆ, La fuga dal campo di concentramento
              di Colfiorito cit., pp.6-7), gli slavi del Battaglione Tito prestarono giuramento al maresciallo Tito il 1° maggio
              1944 a Fematre di Visso,  l’anno di pubblicazione degli articoli non può che essere il 1969.
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