Page 285 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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III Sessione: L’ASSISTENZA SANITARIA                                       285


          Francescane Angeline di Torino riunì il “discretorio” della congregazione per la scelta di
          12 suore destinate all’Ospedale Militare di Riserva “Duchessa Isabella” di Torino. Loro
          responsabile sarebbe stata la Madre Vicaria della congregazione, una suora sarebbe stata
          dispensiera, una guardarobiera, una addetta allo spogliatoio (lavatura e ricambio della
          biancheria personale e da letto), due addette alla cucina e sei infermiere . Per l’ospe-
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          dale “Morelli di Popolo”, nell’aprile 1917 vennero designate altre 17 suore, assegnate,
          una per ciascuno, ai reparti di Medicina Ufficiali, Chirurgia Ufficiali, Sala Operatoria,
          ai sei reparti di Chirurgia e due di Medicina per la truppa, al laboratorio, alla dispensa,
          allo spogliatoio, alla cucina dei malati, a quella delle suore oltre alla superiora. Grazie a
          questi documenti possiamo anche avere un’idea della retribuzione prevista per le suore
          impiegate negli ospedali territoriali, per le quali una circolare dell’Intendenza Generale
          dell’Esercito del 12 maggio 1916 aveva previsto fosse decisa dai Consigli di Ammini-
          strazione degli ospedali, previa approvazione del Ministero. La retribuzione fissata per
          le Suore Angeline era fissata in L. 50 mensili, un importo apparentemente maggiore
          di quello fissato, dalla stessa circolare, per le suore impiegate negli ospedali in zona di
          guerra (L. 30), ma cui queste aggiungevano, come vedremo, 2 lire al giorno per il vitto
          ed altri benefici accessori.

          L’impiego

             Nell’ambito dell’appoggio all’azione dell’Esercito, il più ampio utilizzo del personale
          religioso femminile fu, ovviamente, quello ospedaliero, seguito ad enorme distanza da
          quello di assistenza ai profughi ed alle popolazioni fatte sgombrare dalle prime linee
          delle zone occupate.
             Nelle strutture sanitarie, oltre alle prestazioni ospedaliere propriamente dette, le
          suore provvedevano, specie negli ospedali territoriali ed in quelli di riserva, alla gestione
          del magazzino viveri (forse un’implicita prova di scarsa confidenza nei militari?) ed a
          quelle della cucina, del guardaroba e della farmacia. Personale religioso già sperimentato
          in tali compiti svolse un’opera egregia: le Suore della Carità di S. Giovanna Antida ad-
          dette all’Ospedale Militare di Alessandria gestirono l’immagazzinamento e la gestione
          del materiale farmaceutico per tutti gli ospedali di riserva della regione, capaci di 10.000
          letti. Sembrerebbe esser stato altrettanto apprezzato, almeno dalla Duchessa Elena d’A-
          osta, Ispettrice Generale della Croce Rossa, il servizio di cucina affidato alle religiose,
          se nel suo diario ricorda l’ottima cucina delle Suore di Ivrea all’ospedale Carminiello

          4  Archivio Generale delle Francescane Angeline Atti Capitolari-Verbali annuali delle Congregazioni 1916-
             1935, documenti favoritici da Suor Chiara Codazzi, che si ringrazia.







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