Page 349 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA 349
L’editore le suggerì in alternativa una prefazione. Anna accettò. Decise di af-
fidare il compito all’amico giornalista Ettore Janni. 54
Janni scrisse «una pagina affettuosa che volle portarmi un conforto».
Nei giorni successi alla disgrazia, un dolore incommensurabile le straziava il
cuore. Ma la donna, forte e coraggiosa com’era, lentamente si riprese. Così com-
prese che all’Ordine dei giornalisti già sapevano da tempo della morte di Gino e
che la pubblicazione della notizia da parte di un solo giornale di cui, fra l’altro,
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non era collaboratrice, non era stata casuale. Anche l’incontro, nella sala di let-
tura del Circolo, con la persona che le consigliò di leggere la Perseveranza, era stato
predisposto dai colleghi giornalisti.
Un giorno, si accorse anche che dei tanti telegrammi ricevuti non ne aveva
aperto ancora nemmeno uno. Tardò a farlo perché, confessa ne La mia vita, teme-
va di trovare parole di rimprovero in quelli delle pacifiste. Mentre stava aprendo
il «piego giallo» di Linda Malnati, afferma che tale timore l’aveva fatta tremare,
«quasi sentire, penetrare nell’anima l’ombra del rimorso. Lei che non voleva la
guerra e le aveva augurato di non doverne soffrire».
Ma la Malnati, di fronte al tragico momento, aveva invece dimenticato il lungo
dibattito che aveva animato le due donne e le si era rivolta con parole di compren-
sione e incoraggiamento.
Accorate furono anche quelle di Ada Negri, con la quale tante volte si era
scontrata: «Mia povera amica, la tragica notizia m’ha fulminata».
La comprensione e l’affetto della Malnati, della Negri, di altre pacifiste, dei colle-
ghi e delle tante persone che si erano rivolte alla scrittrice per un aiuto, le permisero
di ritrovare sé stessa.
La Franchi non si chiude infatti nella sua profonda sofferenza, ma riesce ancora
una volta a tramutare il dolore in un’energia incredibile che la spinge ad intensificare
l’attività di propaganda. Lo doveva a suo figlio, che aveva scelto di sacrificare la vita,
pur di rendere libera la Patria dal giogo straniero: «Per non essere meno forte di lui,
inghiottii le lacrime che non sapevo più contenere, ma nessuno lo seppe e chinai la
fronte al volere della Patria».
54 Janni E. (1875-1956), giornalista, critico letterario e politico. Anna Franchi ed Ettore si incontraro-
no a Firenze nel 1896, quando Anna aveva deciso d’intraprendere gli studi liceali. Ettore l’aiutava
a studiare greco, latino e italiano.
55 La Franchi, non fu mai dipendente di un solo giornale. Era una libera professionista, aveva con-
tratti di lavoro con più giornali, periodi, riviste, settimanali.
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